Regione, enti locali e presidi sotto accusa: il Codacons chiede verifiche immediate su aerazione e impianti prima dell’avvio delle lezioni. “Basta ambienti roventi d’estate e gelidi d’inverno”.
Alla vigilia della riapertura dei cancelli scolastici in Sicilia, torna al centro del dibattito la vivibilità termica degli istituti scolastici. Il Codacons Sicilia ha lanciato un duro appello indirizzato alla Regione Siciliana, ai Comuni, alle Città Metropolitane, ai Liberi Consorzi e ai Dirigenti Scolastici, chiedendo interventi urgenti ed efficaci per evitare che il rientro in aula si trasformi in un’emergenza annunciata a causa del caldo estivo ancora opprimente.
La denuncia: “Agire prima dell’ingresso degli studenti”
L’associazione dei consumatori sottolinea come non si possa attendere l’inizio ufficiale delle lezioni per prendere atto del disagio subito da studenti, docenti e personale ATA.
“Non possiamo aspettare l’apertura delle scuole per scoprire che studenti e insegnanti sono costretti a trascorrere ore in aule eccessivamente calde”, dichiara Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons. “Tutti i soggetti competenti, ciascuno nell’ambito delle proprie responsabilità, devono agire subito, individuare le criticità e adottare le misure necessarie.”
Il Codacons sollecita una ricognizione a tappeto sullo stato di aerazione, esposizione solare ed efficienza degli impianti di condizionamento o ventilazione all’interno dei plessi.
La protesta contro le “scuole a due temperature”
Un passaggio particolarmente critico dell’intervento del Codacons riguarda la responsabilità dei Dirigenti Scolastici, chiamati in causa in qualità di datori di lavoro ai sensi della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08). I presidi sono tenuti a monitorare costantemente le condizioni microclimatiche e a segnalare tempestivamente le criticità agli enti locali proprietari degli immobili.
L’associazione punta il dito contro un fenomeno odioso e diffuso: le palesi sperequazioni interne agli stessi edifici.
“Vogliamo sapere cosa accade all’interno dei singoli istituti”, prosegue Tanasi. “Non sarebbe accettabile trovare uffici di presidenza o amministrativi perfettamente climatizzati e, nello stesso edificio, aule nelle quali studenti e docenti sono costretti a sopportare temperature non adeguate. Non possono esistere scuole a due temperature. Condizioni adeguate devono essere garantite a tutti.”
Un piano strutturale per tutto l’anno scolastico
La questione, evidenzia l’associazione, non riguarda unicamente i primi giorni di settembre. A causa dei cambiamenti climatici, temperature torride si registrano ormai con frequenza anche nei mesi di maggio e giugno, periodo cruciale per gli esami e la conclusione dei programmi scolastici.
Allo stesso tempo, il Codacons chiede una programmazione di lungo periodo che prevenga i disagi opposti durante la stagione invernale, evitando che la didattica si blocchi a causa di caldaie guaste o aule gelide.
Azioni legali e l’invito alle segnalazioni
Per monitorare la situazione reale nelle classi, il Codacons invita espressamente le famiglie, il personale scolastico e gli insegnanti a segnalare le situazioni di forte criticità. Sulla base del materiale e delle testimonianze raccolte, l’associazione valuterà la presentazione di esposti e denunce alle autorità competenti, avviando azioni legali a tutela della salute e della sicurezza della comunità scolastica.
“Bisogna intervenire adesso, prima dell’ingresso degli studenti nelle classi. Aspettare che siano famiglie e ragazzi a denunciare situazioni insostenibili significherebbe arrivare ancora una volta in ritardo”, conclude Tanasi.
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