“Abbiamo fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo: necessario tutelare la libertà di espressione”
“Le amministrazioni pubbliche e i giudici hanno censurato spesso i manifesti inoffensivi di Pro Vita & Famiglia Onlus, applicando le stesse norme che si dovrebbero applicare solo alla pubblicità commerciale. Le comunicazioni sociali e politiche, però, non dovrebbero sottostare agli stessi criteri, in quanto la libertà per parlare di temi di rilevanza pubblica, come la vita nascente, il fine vita e la libertà educativa, dovrebbe essere molto ampia”. A dirlo Alessandro Fiore, legale di Pro Vita & Famiglia, all’incontro con la stampa organizzato da Pro Vita & Famiglia Onlus a Roma per denunciare il fenomeno della censura preventiva su messaggi a difesa della vita, della famiglia e della libertà di espressione, dal titolo ‘…E Io parlo!’.
“Inoltre, la libertà di espressione è un diritto tutelato sia dall’articolo 21 della Costituzione, sia dall’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti umani – spiega – Purtroppo, i giudici amministrativi in Italia, fino al Consiglio di Stato, ci hanno riferito che non si possono affiggere messaggi che possono turbare o offendere la sensibilità di qualcuno”.
“La nostra risposta è stata fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, perché nella giurisprudenza della Corte di Strasburgo è chiaro che la libertà di espressione deve essere tutelata anche in relazione a messaggi che potrebbero offendere o turbare qualcuno, soprattutto, ad esempio, in tema di aborto. Questo tema, infatti, è riconosciuto dalla Corte di Strasburgo di interesse pubblico, quindi i limiti a riguardo dovrebbero essere molto ampi”, conclude.
Fonte Adnkronos
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