Il finale del Girone I di Serie D si trasforma in un thriller mediatico. Quello che doveva essere un duello sportivo tra due piazze storiche è diventato uno scontro frontale a colpi di comunicati, video social e pesanti illazioni.
Al centro della tempesta, il patron della Nissa Luca Giovannone e il presidente del Savoia Nazario Matachione, in un botta e risposta che ormai coinvolge intere strutture societarie e persino “parentele” nobiliari.
Attraverso i canali ufficiali della Nissa, il patron ha sollevato dubbi sulla regolarità della vittoria del Savoia contro la Vigor Lamezia (1-2), citando un gol annullato ai calabresi che avrebbe cambiato la classifica.
“Mi arrivano centinaia di segnalazioni: quel gol sembrava regolare e oggi la Nissa sarebbe ancora prima, mi aspetto che la Federazione designi arbitri all’altezza per queste ultime tre finali”, ha dichiarato Giovannone, chiamando a raccolta i tifosi nisseni per la sfida contro l’Enna.
La discesa in campo di Giammusso: “Il nostro stile non cambia”
Nel dibattito è intervenuto anche il Presidente Emerito della Nissa, Arialdo Giammusso, tentando di riportare il confronto su un piano di dignità istituzionale ma senza risparmiare stoccate ai rivali campani:
“La Nissa non ha mai avuto bisogno di alzare i toni. Il nostro Patron ha sempre agito con equilibrio e rispetto. A chi oggi fa gravi illazioni, ricordiamo che il calcio dura 90 minuti, ma lo stile resta per sempre. Rispondiamo con il lavoro e la correttezza”.
La replica fulminante di Matachione: “Chiedete scusa agli arbitri”
Non si è fatta attendere la risposta di Nazario Matachione, che ha replicato con ironia e durezza, alzando ulteriormente l’asticella dello scontro verbale e tirando in ballo il prestigio internazionale del club di Torre Annunziata:
“Caro Giovannone, mi sorprende che tu debba coinvolgere il benemerito o l’onorario… volendo potrei alzare il livello e tirare in ballo qualche reale europeo, belga o inglese, ma non è il caso”, ha esordito Matachione, riferendosi indirettamente al legame con Emanuele Filiberto.
Il presidente del Savoia ha poi rincarato la dose: “Dovresti chiedere scusa alla classe arbitrale per le tue illazioni. Noi abbiamo pubblicato il video: il gol della Vigor era in netto fuorigioco. Piuttosto, riguardi quello che hanno annullato a noi contro di voi”.
Lo “schiaffo” finale: “Se non vinco io, spero nella Reggina”
Il punto più alto, o più basso, a seconda dei punti di vista, della tensione è stato raggiunto quando Matachione ha evocato il terzo incomodo: la Reggina.
“Certe dichiarazioni sono irrispettose verso chi è ancora in corsa, come la Reggina. Personalmente, se non dovessi vincere io, sarei contento lo facessero loro. E se arrivassimo allo spareggio sarei felice: così potrei battere la Nissa sul campo”.
Con soli 9 punti ancora in palio e una classifica cortissima, il clima è ormai fuori controllo. Se da un lato la Nissa rivendica la propria linearità e invita alla calma istituzionale, dall’altro il Savoia risponde colpo su colpo, arrivando a preferire la vittoria di una terza squadra, la Reggina, piuttosto che quella dei rivali siciliani.
Sullo sfondo resta la figura di Emanuele Filiberto, patron del Savoia, che pur promuovendo un codice etico rigoroso, famosa la sua punizione ai giovani calciatori mandati a pulire le spiagge, avalla una linea societaria che non concede sconti né sul campo né nella comunicazione.
–L’articolo prende spunto e rielabora le dichiarazioni e i contenuti pubblicati sulla pagina ufficiale della Nissa F.C. e i canali di comunicazione del Savoia Calcio.
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