Caltanissetta è di nuovo all’ultimo posto nella graduatoria nazionale sulla qualità della vita.
Un dato duro, ma prevedibile.
Non perché il destino fosse segnato, ma perché le occasioni per risalire la classifica ci sono state, soprattutto sul piano dello sviluppo economico. Eppure le abbiamo sprecate tutte.
Noi nisseni, purtroppo, siamo campioni del mondo nel perdere opportunità.
L’esempio dell’università lo dimostra in modo lampante.
Per anni siamo stati avanti a Enna.
Avevamo il Cefas: 14 padiglioni, hotel, cucine professionali. Una struttura già pronta per diventare uno dei migliori campus universitari della Sicilia.
Avevamo la caserma “Franco”, con spazi immensi per ricerca, logistica, sport.
Avevamo il vecchio ospedale, perfetto per attività amministrative universitarie, e il nuovo ospedale per la parte sanitaria.
Insomma, avevamo tutto.
In centro c’erano il consorzio universitario, le aule, un’aula magna moderna. Il quadro ideale per costruire un polo accademico vero, solido, competitivo.
E mentre Caltanissetta discuteva, Enna — senza disporre di nulla di tutto questo — ha creato un’università privata finanziata con soldi pubblici.
Con tasse alte, un’offerta didattica discutibile e risultati accademici tutt’altro che brillanti.
Non compare infatti nelle classifiche delle migliori università italiane.
Eppure Enna ci è riuscita: ha costruito un progetto, un’identità, un’economia.
Attorno all’università è rinato un territorio. È nata un’altra città ai piedi del monte.
Da noi, invece, non è nato nulla.
E questo non è un caso isolato.
Di esempi così potrei citarne decine. Opportunità perse, girate tra le mani e poi lasciate cadere. Ogni volta un passo indietro, ogni volta un’occasione perduta.
Il risultato è davanti agli occhi di tutti: ultimi in Italia.
E senza un cambio di mentalità, di metodo e di responsabilità, rischiamo di restarlo a lungo.
Ai lettori il compito, e il dovere, di chiedersi perché una città con così tanto potenziale abbia scelto, sistematicamente, di non utilizzarlo.
Salvatore Giunta – I circoli della società civile
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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
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