Un territorio, per quanto amato e difeso a spada tratta dai propri cittadini, non può sopravvivere a lungo senza una rappresentanza politica autorevole nei palazzi che contano.
Quando molti cittadini si lamentano di una Caltanissetta che non riesce a ripartire e che sfigura persino di fronte a realtà vicine molto più piccole, l’arcano è facilmente spiegabile.
Lo chiarisce con spietata precisione un vecchio e infallibile detto siciliano: «Senza sordi, missa nun sinni canta». Senza risorse economiche la macchina comunale si blocca, e la realtà locale di oggi ne è la dimostrazione più evidente.
In passato la situazione non era certamente idilliaca, ma quei pochi e mirati finanziamenti che arrivavano rappresentavano una boccata d’ossigeno vitale per una città in costante asfissia sotto tutti i punti di vista.
Non si può dare una colpa ai nisseni per l’assenza attuale di figure di riferimento capaci di battere i pugni dove si decide la spesa pubblica, anche se l’errore commesso è stato quello di essersi affidati probabilmente a persone sbagliate.
Oggi questa mancanza è sotto gli occhi di tutti e solo i ciechi possono ignorarla: mancano i soldi per qualsiasi cosa, dalla normale manutenzione quotidiana come la pulizia e il decoro urbano, fino all’organizzazione dell’intrattenimento, di un certo livello, con tutto rispetto per coloro che hanno organizzato eventi quest’estate, che vanno comunque ringraziati per l’impegno.
Altre realtà vicine sono state probabilmente più formichine e hanno saputo accumulare risorse evitando spese superiori alle proprie possibilità. Oggi questi centri sono in grado di garantire standard elevati ai propri cittadini, facendo letteralmente sfigurare il capoluogo.
L’estate appena trascorsa, sul fronte degli eventi e degli spettacoli, è stata emblematica e da dimenticare.
Siamo stati letteralmente surclassati da comuni vicini che hanno saputo intercettare e sfruttare al meglio anche i contributi del Libero Consorzio, offrendo serate di livello che hanno finito per attirare a sé anche tantissimi nisseni.
Persino l’evento «Sicilia nel Cuore – Festa delle Eccellenze Nissene», che si terrà in città, ne è la conferma.
Giusto precisare che si tratta di un’iniziativa ideata e soprattutto finanziata interamente dal Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, e non, come qualcuno cerca di far passare come organizzata dal Comune per il Settembre Nisseno. Fortunatamente la Coppa Nissena e la Festa di San Michele rimangono al sicuro, verrebbe da dire “ci mancherebbe altro”.
Il vero nodo, tuttavia, risiede nel fatto che alla costante mancanza di denaro si è aggiunta una discutibile capacità organizzativa e una gestione poco oculata delle scarse risorse a disposizione.
Si è scelto di spendere molto laddove si sarebbe potuto risparmiare, ottenendo un risultato finale che propone eventi di discreto livello ma assolutamente non degni del ruolo di un capoluogo di provincia.
E anche se qualcuno si affretta a postare foto e video sui social per dimostrare la grande affluenza di pubblico, la realtà è che per chi non si poteva spostare valeva il solito principio del «o ti mangi sta minestra o ti butti dalla finestra».
Accanto alla crisi economica e organizzativa, emerge però anche un declino morale e culturale ancora più insidioso, che riguarda la qualità e i contenuti di qualche evento proposto alla comunità durante i momenti aggregativi.
Il rispetto della libertà individuale non elimina la responsabilità culturale di un evento pubblico.
Da qualcuno giustamente è stato fatto notare che una manifestazione pubblica, non privata, aperta quindi alle famiglie e sostenuta, soprattutto economicamente, dalle istituzioni, deve lanciare un messaggio diverso alla comunità.
Utilizzare il corpo femminile come elemento scenografico contraddice i valori di parità, rispetto e contrasto agli stereotipi che la società e la cosa pubblica dovrebbero promuovere; anche perchè chi ha i capelli bianchi ricorda che sul palco Fiorello non esponeva corpi femminili per fare audience.
Sia chiaro, non è moralismo, si fa notare, ma una questione di coerenza, buongusto e responsabilità educativa verso i cittadini e i più giovani. L’intrattenimento pubblico può e deve divertire senza ridurre la figura femminile a semplice parte dello spettacolo. Non a caso sui social sono girate più foto delle ballerine che dei nisseni che cantavano.
Rispondere che “è sempre meglio di niente”, come fa chi cerca a tutti i costi di giustificare l’operato dell’amministrazione, è diventato il solito paravento per non ammettere la propria delusione di fronte al confronto con le comunità vicine.
La lezione per il futuro deve essere quindi molto chiara: la prossima volta che saremo chiamati alle urne per eleggere i nostri rappresentanti, sarà fondamentale aprire bene occhi e orecchie per non farci fregare di nuovo ed evitare che questa città scivoli definitivamente nel degrado e nell’abbandono.
La replica delle istituzioni: il punto di vista dell’assessore Petrantoni
Di contro, di fronte alle critiche piovute sul cartellone e sulla visione culturale dell’amministrazione, l’assessore agli Eventi Toti Petrantoni ha rivendicato, sui social, con fermezza la bontà delle scelte fatte. Difendendo il senso profondo del Settembre Nisseno, l’assessore ha sottolineato come la risposta di pubblico alle varie serate, tra cui il “Karaoke alla Fiorello”, dimostri la voglia dei cittadini di tutte le età di scendere in strada, ballare e vivere le piazze.
Secondo la visione della giunta, il programma è stato modellato con le poche risorse disponibili ma con l’intento di offrire la massima varietà possibile: dalla musica classica al cinema all’aperto, passando per il tango, il teatro comico, le manifestazioni sportive e le serate dedicate ai giovani come quelle in via Ferdinando I per “il Balate Sogna”.
Un’offerta eterogenea pensata per una città plurale dove, secondo l’amministrazione, regna la libertà di scegliere a quale evento partecipare o da quale astenersi.
L’invito dell’assessore ai nisseni resta dunque quello di “scrollare la città” dal vivo e ripopolare le piazze, rivendicando un’idea di intrattenimento inclusivo e ad ampio spettro che non risponda a un unico genere o pubblico. “E se qualcosa non incontra i vostri gusti, semplicemente si può scegliere di andare oppure di evitare. È il bello della libertà”. Ad Maiora
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