Gentile Assessore Petrantoni,
Le scrivo queste parole per sottoporre alla Sua attenzione una riflessione che ritengo necessaria e urgente, riportando integralmente le considerazioni che seguono:
Giunti quasi al traguardo la reazione più corretta non può che essere una, gioire.
È un successo per la comunità tutta, considerato il contributo economico dato dai cittadini, dobbiamo gioire tutti senza mettere obbligatoriamente la classica bandiera o accusare il passato, un investimento sullo sport e sull’economia locale che mette fine a un’odissea.
Tuttavia, analizzando le dichiarazioni a margine dell’inaugurazione e alcuni suoi altri post su Facebook, i tanto criticati social definiti “sfogatoi” e che adesso sembrano essere diventati invece i luoghi preferiti da molti politici, lei compreso, è impossibile non fare una riflessione sul “contorno” politico amaro che ha accompagnato la notizia.
Lei da assessore allo sport, ha avvertito il dovere di chiedere scusa ai cittadini a nome dell’amministrazione per un’attesa così lunga.
Un gesto sicuramente nobile, se non fosse che un secondo dopo il mirino si è spostato sul passato: “Non dovrebbe essere questa amministrazione a doverlo fare oggi, ma chi ci ha preceduto”, ha tenuto a precisare, rivendicando il merito di aver sbloccato in poco più di un anno un “pantano” economico e amministrativo ereditato dalle passate gestioni.
Ha pure concluso dicendo che “non è più il tempo di fare polemiche”, dimenticando forse di averla appena innescata.
È proprio su questo cortocircuito comunicativo che serve fare molta attenzione.
In un altro post scrive “quanto fragile possa diventare il confine tra confronto e odio, tra critica e violenza…sulle parole che usiamo, sui toni spesso esasperati della politica e in particolare sui social, sulla rabbia che troppo facilmente viene alimentata contro le istituzioni”.
In un altro ancora che “in fondo, la vita, e ancor più la politica, è soprattutto questione di stile”.
Però, non appena si è vicini a raggiunge un obiettivo, si cede alla tentazione della frecciatina retroattiva.
Caro assessore Petrantoni, quando la politica utilizza il “dividi et impera” e un certo sdoppiamento, poi non si deve stupire più di tanto se i cittadini alzano i toni e se si creano reazioni che deviano dai binari del discutere in maniera civile ed educata, trascendendo in offese anche sul personale, diventando potenzialmente pericolosi; questo si chiama gettare benzina sul fuoco e un amministratore pubblico dovrebbe semmai far da pompiere.
L’esasperazione di chi ha aspettato anni un servizio essenziale non può essere alimentata da “provocazioni” che non rientrano affatto nello stile che la stessa amministrazione spesso esige dagli altri, né l’essere finalmente arrivati al governo della città dovrebbe consentire certi toni, non si è più all’opposizione, adesso rappresenta i cittadini tutti.
Il risultato c’è, anche se ottenuto dopo tempi biblici e non ancora del tutto perfezionato, il Consiglio Comunale ha fatto la sua parte approvando la transazione, Lei, insieme a sindaco, colleghi assessori e dirigenti avete lavorato tanto, come anche la ditta, mentre i cittadini hanno dimostrato fin troppa pazienza e adesso vanno tranquillizzati, non certo “aizzati” l’un contro l’altro, rischiando anche il peggio.
A breve la città si riprenderà un pezzo della sua “normalità”, giosca e si gioisca tutti insieme di questo e, per il futuro, spero si evitino provocazioni superflue.
Caro assessore Petrantoni, la migliore propaganda, per qualsiasi amministrazione, restano i fatti, non le provocazioni. Ecco godiamoci i fatti.
Sono certo che saprà cogliere il senso costruttivo di queste parole e le scrivo non da giornalista, anche se direttore di un “cosiddetto giornale”, ma da cittadino che viene spesso attaccato e offeso solo perchè dice le cose come realmente stanno, con schiettezza e senza altri fini, e che al contrario vine definito di parte, anche se si dimentica facilmente che, durante altre amministrazione, ha dimostrato e mantenuto sempre la stessa linea critica, quando c’era da criticare e una certa onestà intellettuale, andando oltre, e delle volte, anche contro alle proprie simpatie politiche, e se spesso e volentieri interviene lo fa solo perchè vorrebbe vedere una città “migliore” in tutti i sensi, anche sotto l’aspetto morale, e che si continui a parlare, scrivere e lavorare solo per il bene della nostra comunità.
Cortesemente, si abbassimo i toni e si mantenga un certo “stile”.
Distinti saluti Sergio Cirlinci. (Ad Maiora)
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