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Caltanissetta: L’On.Faraone (Italia Viva) incontra alcuni residenti di c.da Niscima

By Redazione 576 Views 6 Min Read
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Oggi sia su La Sicilia che sul Giornale di Sicilia, sono stati pubblicati due articoli, che raccontano della vista dell’On. Davide Faraone, che ieri nel pomeriggio si è recato in contrada Niscima dove ha incontrato alcuni residenti.

In entrambi gli articoli, di Giuseppe Scibetta e Ivana Baiunco, si mette, ancora una volta, in chiaro una situazione che molti in città fanno finta di non comprendere.

Da “La Sicilia”, articolo di Giuseppe Scibetta:“Il presidente della Regione Renato Schifani ed il ministro alla Protezione civile Nello Musumeci devono finirla di non occuparsi concretamente di quella che a Caltanissetta e ormai una emergenza che dura da troppo tempo e che richiede soluzioni adeguate: i nisseni sollecitano interventi idonei e necessari per evitare di ricevere l’acqua di notte per due-tre ore ogni sei giorni, con la preoccupazione concreta che la distribuzione idrica possa subire turni ancora piu dilatati nel tempo “. La grave crisi idrica sembra non essere percepita dal Governo regionale e da quello nazionale: “Imbrogliano i nisseni – ha detto il deputato di Italia Viva –quando si dice che a breve l’acqua dell’Ancipa verrà distribuita soltanto per loro, togliendola ad altri Comuni che hanno gli stessi problemi, e poi si va a dire la stessa cosa agli abitanti di quelle realtà, imbrogliando le persone. Ma c’è chi si rende conto che questi ragionamenti sono roba del…gatto e la volpe. Per cui e giusto che Schifani e Musumeci anzichè fare da scaricabarile devono assumersi la responsabilità di chi se ne e fregato dell’emergenza quando doveva occuparsene, e cioè da gennaio sino allo scorso giugno. In quel periodo avrebbero dovuto fare sistemare i dissalatori, riattivare i pozzi, riparare le condotte, evitare le perdite della rete idrica. Invece in quei mesi si sono girati i pollici – ha sottolineato ancora l’ex sottosegretario –e solo a luglio si sono resi conto dell’emergenza, e cioè quando ormai la crisi stava procurando gravissimi disagi alla popolazione. Ora si fa ricorso alle autobotti una volta ogni 8 giorni, si costringono le persone a rifornirsi con i bidoni senza tenere conto di chi non li può caricare. Credo che ormai, per come e stata ridotta la popolazione da queste persone irresponsabili –ha concluso l’on. Faraone –l’unica fonte di salvezza e la pioggia”.

Dal “Giornale di Sicilia”, articolo di Ivana Baiunco: “L’Ancipa chiuderà i battenti prima del tempo previsto per i Comuni che hanno trovato fonti di approvvigionamento altre rispetto al solo collegamento con la diga che oramai e quasi a secco lo ha annunciato il l’On.Faraone durante l’incontro con i residenti di contrada Niscima ai quali non arriva dal 10 giugno da 141 giorni i rubinetti a secco. “Non c’è chiarezza, il governo regionale mente ai siciliani quando si dice ad alcuni sindaci che l’Ancipa chiuderà prima del tempo prestabilito, per i Comuni che hanno trovato nuove fonti di approvvigionamento a favore dei Comuni che non hanno trovato i pozzi: Troina uno tra tutti. Però poi ai Comuni a cui saranno chiusi i rubinetti non si dice la verità e viene assicurata la continuità dell’erogazione mi pare un comportamento scorretto. Poi però c’è qualcuno che i sindaci li ascolta tutti e si rende contro che è un imbroglio”. Tra le soluzioni prospettate da Faraone anche l’arrivo del genio militare. “Se e la situazione dell’Ancipa continuerà ad essere quella di qualche giorno fa. Io l’ho visitata è un acquitrino, l’unica soluzione possibile e quella dell’invio dell’esercito, professionisti delle emergenze che sanno lavorare con un sistema organizzato di autobotti ed altri interventi”. Faraone ha inoltre lamentato i ritardi e la responsabilità dell’attuale governo regionale e del ministro alla protezione civile. “L’emergenza non la percepiscono ne a Roma e ne a Palermo. Io credo che Schifani e Musumeci invece di fare un lavoro di scarica barile – ha detto- devono assumersi la responsabilità di chi se n’è fregato dell’emergenza quando doveva occuparsene e cioè da gennaio fino a giugno. In quei mesi avrebbero dovuto attivare i pozzi, sistemare i dissalatori, creare le condutture, sanare la rete idrica. A luglio si sono accorti dell’emergenza”.

(Gli articoli, per sintesi non solo completi, potete leggerli nelle edizione di oggi 29/10/2024)

Una cosa è certa mentre la politica finge di cercare soluzioni, i nisseni rischiano seriamente di rimanere a secco.

Se siete bravi solo a fare “musica e canzonette” e non ad affrontare la crisi idrica, dimettetevi. Ad Maiora

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