Cresce la tensione diplomatica e giuridica attorno all’imminente arrivo in Italia di Ofer Winter, ex generale dell’IDF (le forze armate israeliane) ed esponente di spicco dell’ultranazionalismo religioso.
Winter è atteso tra il 31 marzo e il 9 aprile a Capaccio-Paestum, in provincia di Salerno, come ospite d’onore di un pacchetto turistico per la Pasqua ebraica. Tuttavia, la sua vacanza potrebbe trasformarsi in un caso giudiziario internazionale.
L’appello delle ONG: “L’Italia non sia un porto sicuro”
Secondo quanto riportato da Fanpage.it, la Hind Rajab Foundation ha presentato una denuncia formale alla magistratura italiana chiedendo l’arresto del militare. All’appello si sono unite decine di associazioni (tra cui Assopace Palestina, Mediterranea Saving Humans e Pax Christi), che chiedono al Ministro della Giustizia Carlo Nordio e alla Procura di Roma di intervenire per evitare un “nuovo caso Almasri” (il criminale libico rispedito a Tripoli nonostante il mandato internazionale).
Le accuse: dal 2014 all’attuale offensiva a Gaza
Il curriculum militare di Winter è al centro di pesanti accuse di crimini di guerra:
- Operazione “Margine di Protezione” (2014): Al comando della Brigata Givati, Winter guidò l’attacco su Rafah del 1° agosto, dove morirono 155 palestinesi sotto il lancio di circa 2.000 bombe.
- Ruolo attuale: Ha partecipato come riservista alle operazioni post-7 ottobre 2023, dichiarando pubblicamente che l’obiettivo finale dovrebbe essere la “cacciata definitiva dei palestinesi da Gaza”.
- Istigazione al genocidio: Gli accusatori citano le sue posizioni favorevoli alla deportazione della popolazione civile, configurando il reato di istigazione al genocidio, codificato anche nell’ordinamento italiano.
Il parere degli esperti a Fanpage.it
Intervistato da Fanpage.it, il docente di diritto internazionale Luigi Daniele ha sottolineato come l’Italia abbia “il dovere di sostenere la giustizia internazionale” e che la magistratura può agire in autonomia di fronte a gravi elementi indizianti di attacchi a ospedali, luoghi di culto e strutture civili.
Dello stesso avviso Nicola Perugini (Università di Edimburgo), che avverte:
“L’Italia ha l’obbligo legale di non offrire un porto sicuro a chi si è macchiato di crimini. Le prove contro Winter sono schiaccianti e lui stesso le rivendica”.
La replica del generale: “Non mi pento di nulla”
Lontano dal negare le accuse, Winter ha risposto tramite i social network con toni di sfida. In un video su Instagram ha rivendicato l’applicazione della controversa “Direttiva Annibale” e ha ribadito che l’emigrazione dei palestinesi da Gaza sia la “soluzione migliore”. Si è detto inoltre disposto a pagare un prezzo personale, come l’impossibilità di viaggiare in Europa, pur di difendere le sue azioni.
Il caso approda in Parlamento
La vicenda ha già generato un’interrogazione parlamentare presentata da Marco Grimaldi (AVS). Il deputato ha chiesto al Ministro Piantedosi di chiarire se esistano accordi di sicurezza specifici per i militari IDF in Italia, definendo “grave” che il Paese si offra come luogo di svago per figure coinvolte in operazioni militari sotto accusa internazionale.
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