Caltanissetta 401
  • Home
  • Cronaca
    • Cronaca Internazionale
  • Politica locale
    • Politica
  • Rassegna stampa
    • Economia e Finanza
    • Riflessioni
    • Riceviamo e pubblichiamo
  • Cultura ed Eventi
    • Concorsi
    • Scuola
    • Tecnologia
  • Sport
  • Altro
    • Dalla provincia e dintorni
    • Ricette tipiche
    • Salute & Benessere
    • Meteo
Reading: CGIL Caltanissetta. Il “male di vivere” è un’emergenza sociale: se il lavoro diventa una trappola opprimente
  • Seguici
Font ResizerAa
Caltanissetta 401Caltanissetta 401
Cerca
  • Home
  • Chi siamo
  • News
    • Cronaca
    • Politica locale
    • Cultura ed Eventi
    • Sport
    • Rassegna stampa
    • Salute & Benessere
    • Riceviamo e pubblichiamo
    • Dalla provincia e dintorni
Follow US
© Caltanissetta401 | Realizzato da Creative Agency
Caltanissetta 401 > News > Caltanissetta > CGIL Caltanissetta. Il “male di vivere” è un’emergenza sociale: se il lavoro diventa una trappola opprimente
CaltanissettaCronacaRiceviamo e pubblichiamo

CGIL Caltanissetta. Il “male di vivere” è un’emergenza sociale: se il lavoro diventa una trappola opprimente

Last updated: 05/07/2026 17:33
By Redazione 84 Views 7 Min Read
Share
SHARE

Riceviamo e pubblichiamo

La cronaca locale ci ha messo drammaticamente di fronte a frammenti di una realtà dolorosa e non più ignorabile.

Pensiamo a quanto accaduto all’interno di una delle nostre guardie mediche, dove un medico, un professionista in prima linea, è andato in escandescenze, travolto da una crisi evidente. Un episodio che, al di là delle specifiche e private dinamiche personali che possono averlo generato, è il sintomo visibile di un disagio profondo, amplificato da un contesto lavorativo che troppo spesso lascia soli i lavoratori

Ma pensiamo, anche, alla drammatica scia di suicidi tra i giovani delle forze dell’ordine e della polizia penitenziaria in Sicilia e in tutto il territorio nazionale.

Vite spezzate, spesso giovanissime, schiacciate da un “male di vivere” che non può più essere derubricato a fragile fatalità individuale.

Come CGIL Caltanissetta avvertiamo il dovere di rompere il silenzio e, soprattutto, di capovolgere la narrazione corrente.

Non è una colpa individuale, è una questione strutturale.

Prima ancora di analizzare i singoli casi, dobbiamo guardare a un fenomeno invisibile che riguarda, chi più chi meno, tutte le lavoratrici e i lavoratori. L’attuale organizzazione del lavoro, improntata a una frenesia costante e a ritmi asfissianti, sta distruggendo i legami umani nei luoghi di lavoro. Travolti dalle scadenze, dai turni e dalle performance, si corre così tanto da non avere più il tempo e a volte la forza mentale di guardare chi ci sta accanto.

È una solitudine di massa:ci si ritrova a condividere lo stesso spazio lavorativo per ore, senza accorgersi che un collega sta male, che sta soffrendo in silenzio o che è vicino al punto di rottura. Questa mancanza di tempo per l’altro disumanizza i luoghi di lavoro e toglie quella prima, fondamentale rete di protezione sociale e solidarietà che da sempre ha caratterizzato il mondo del lavoro.

Troppo spesso, di fronte a queste tragedie si scava nella mente della vittima, si cercano fragilità personali, predisposizioni caratteriali o colpe emotive. La verità è un’altra, ed è molto più scomoda: dobbiamo smettere di guardare solo alle condizioni psichiche dei singoli e iniziare finalmente a guardare alle loro condizioni di lavoro e di vita.

Il burnout, l’ansia da prestazione, il senso di isolamento e la disperazione non nascono dal nulla. Sono il prodotto diretto di contesti lavorativi diventati opprimenti, insostenibili e disumanizzanti.

I disturbi psichici da stress lavoro-correlato riconosciuti rappresentano solo la punta dell’iceberg. La stragrande maggioranza dei lavoratori non denuncia la malattia professionale per paura dello stigma sociale o di ripercussioni sulla carriera.

Il posto fisso non basta più: il lavoro deve garantire serenità

Dobbiamo avere il coraggio di dire ad alta voce che il paradigma è cambiato. In passato, e specialmente nella nostra terra storicamente affamata di occupazione, il lavoro sicuro e stabile rappresentava il traguardo definitivo, l’unico obiettivo per cui si era disposti a sopportare qualsiasi sacrificio.

Oggi non è più, e non deve essere più, così. Avere un lavoro sicuro sulla carta non basta, se poi quel lavoro si trasforma in una prigione che divora il tempo, le energie e la salute. La stabilità contrattuale è un diritto fondamentale che noi difendiamo ogni giorno, ma deve viaggiare di pari passo con la serenità delle condizioni di vita. Il lavoro non può essere un peso che annienta l’individuo.

I nostri giovani, e le tante lavoratrici e lavoratori sotto pressione, ci stanno dicendo proprio questo: non sono disposti a barattare la loro salute mentale in cambio di uno stipendio. Nei presidi sanitari e nelle guardie mediche, medici e infermieri operano in condizioni di totale solitudine, costretti a farsi carico delle carenze strutturali di un sistema al collasso.

Nelle carceri e nei corpi dello Stato, i giovani si trovano in ambienti ad altissima tensione emotiva, dove la carenza di personale e la turnazione asfissiante trasformano la divisa in una gabbia. Nel settore privato, nei servizi e nella grande distribuzione, dove i lavoratori sono ostaggi della precarietà contrattuale, di algoritmi che dettano ritmi disumani e di una flessibilità esasperata che cancella il confine tra tempo di lavoro e tempo di vita.

Nel mondo della scuola e del terziario, dove il personale è sommerso da adempimenti burocratici alienanti, richieste pressanti e retribuzioni inadeguate, vivendo una costante perdita di senso della propria missione professionale.

Non possiamo più assistere inermi a questa strage silenziosa o a crolli emotivi che sono vere e proprie grida d’aiuto. Come CGIL chiediamo con forza: meno carichi di lavoro e più assunzioni nella sanità, nel comparto sicurezza e in tutti i settori in sofferenza; diritto alla disconnessione e al benessere psicologico: Il lavoro deve integrarsi con la vita, non sostituirla. Servono presidi di ascolto strutturati, affinché chiedere aiuto non sia più uno stigma.

Il “male di vivere” affonda le radici nel modo in cui oggi si è costretti a lavorare. Cambiare queste condizioni, rendendo il lavoro un luogo di emancipazione e non di oppressione, è un imperativo morale per salvare le vite dei nostri lavoratori.

Caltanissetta,05/07/2006. Segretaria Generale CGIL Caltanissetta – Rosanna Moncada

—————————————–

Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o


Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale, non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista, divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando autonomamente il proprio giudizio.

You Might Also Like

Esplosioni a Teheran. Israele: attacco preventivo all’Iran. Media: operazione congiunta con Usa

Palazzo del Carmine: Il valzer delle poltrone e il silenzio…. Benvenuti nel “Bunker” Tesauro

Agricoltura È. Salvatore Barbagallo, assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia: “Fondamentale valorizzare i nostri prodotti gastronomici”

IL RAPPORTO• Enea. i dati dell’Agenzia. Energia, Superbonus addio: l’Italia perde 1 miliardo di risparmi

Volley Serie B1: Per la Traina SRL secondo derby siciliano

TAGGED:CaltanissettaCronacaRiceviamo e pubblichiamo
Share This Article
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Email Copy Link Print
Caltanissetta 401
Direttore responsabile 
Sergio Cirlinci

93100 Caltanissetta (CL)

redazione@caltanissetta401.it
P:Iva: 01392140859

Categorie

  • Cronaca
  • Cultura ed Eventi
  • Politica locale
  • Rassegna stampa
  • Sport

Categorie

  • Concorsi
  • Dalla provincia e dintorni
  • Finanza
  • Giovani e Università
  • Sanità

Link utili

  • Chi siamo
  • Privacy & Cookie Policy

Caltanissetta 4.0.1 è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Caltanissetta n.03/2024 del 21/08/2024. | Realizzato da Creative Agency

Username or Email Address
Password

Lost your password?