Un evento climatico di portata straordinaria si sta preparando nel Pacifico equatoriale, con potenziali ripercussioni sul meteo globale e sul continente europeo per i prossimi mesi. Secondo le ultime rilevazioni del Climate Prediction Center (CPC) della NWS, il fenomeno noto come El Niño sta subendo un rapido e forte intensificamento, spingendo gli esperti a lanciare un chiaro segnale d’allerta.
Oceani in surriscaldamento: record in profondità
Nell’ultimo mese, le temperature della superficie marina nel Pacifico equatoriale orientale hanno registrato anomalie superiori a +2,0 °C. Tuttavia, l’aspetto più preoccupante riguarda lo strato subsuperficiale dell’oceano:
- Calore record sotto la superficie: L’indice termico subsuperficiale indica un avvallamento del termoclino, con picchi termici che arrivano fino a +10,0 °C oltre la norma in profondità.
- Sintonia oceano-atmosfera: Si registrano forti anomalie nei venti occidentali a bassa quota e nei venti orientali ad alta quota, segnale che l’intero sistema oceano-atmosfera sta alimentando il rafforzamento del fenomeno.
Le proiezioni: verso un evento storico nell’autunno 2026
Le stime elaborate dai modelli meteorologici internazionali indicano una probabilità superiore al 90% che El Niño si mantenga molto forte per tutto l’autunno e l’inverno nell’emisfero settentrionale.
In particolare, per il trimestre ottobre-dicembre, esiste una probabilità del 69% che si verifichi un “Super El Niño” in grado di superare le intensità storiche mai registrate dal 1950 a oggi (con anomalie oltre i +2,5 °C).
Cosa rischia l’Italia e l’Europa?
Sebbene l’impatto diretto di El Niño si concentri sulle regioni affacciate sul Pacifico, le sue ripercussioni sulla circolazione atmosferica globale influenzeranno anche il bacino del Mediterraneo.
- Aumento delle temperature medie: Il fenomeno contribuisce ad alzare la temperatura globale complessiva, favorendo la persistenza di duraturi anticicloni subtropicali.
- Estremi meteo e schizofrenia climatica: L’aumento dell’energia in gioco amplifica il contrasto tra masse d’aria diverse, potenziando l’alternanza tra ondate di calore ed eventi estremi (nubifragi improvvisi, bombe d’acqua e precipitazioni violente concentrated in brevi archi temporali).

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