Il presidente della Regione Siciliana lancia una pesante critica sulla gestione del partito: «Non è in salute». Tensione con il commissario Minardo, mentre l’opposizione attacca: «Isola in ostaggio di un ricatto politico». Sullo sfondo, il peso delle recenti vicende giudiziarie.
Non si placano le polemiche all’interno del centrodestra dopo le forti dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Intervenendo a un evento pubblico ai Cantieri Culturali della Zisa alla presenza del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, il governatore ha tracciato un quadro critico sullo stato della sua formazione politica, pur confermando l’intenzione di rimanere alla guida di Palazzo d’Orleans fino alla naturale conclusione del mandato.
La stoccata al partito: «Lo stato di salute non è eccezionale»
«Lo stato di salute di Forza Italia nazionale? Lo guardo dall’esterno perché, pur essendo presidente del consiglio nazionale del partito, non sono parte attiva poiché impegnato in Sicilia. Da quello che vedo e che sento, mi limito a dire che non è eccezionale, ma grazie al Sud tiene», ha affermato Schifani.
Le parole del presidente della Regione hanno immediatamente scosso i vertici romani del partito e fatto il giro dei gruppi interni. Sebbene Schifani abbia cercato di rassicurare sui rapporti con il segretario nazionale Antonio Tajani («C’è chi soffia sul fuoco, e non è certo Tajani: ci conosciamo da trent’anni»), appare evidente la tensione con la gestione territoriale e, nello specifico, con il commissario regionale Nino Minardo.
La posizione di Minardo e i timori per le urne
Incalzato sui giudizi del governatore, Minardo ha preferito glissare, evitando di commentare direttamente la sortita di Schifani. Tuttavia, all’interno di Forza Italia cresce l’inquietudine in vista dei prossimi appuntamenti elettorali tra Regionali e Politiche. Il timore di molti dirigenti è che questa frattura possa spaccare il partito sul territorio, vanificando il lavoro di riorganizzazione intrapreso nelle diverse province.
Le reazioni delle opposizioni: «La Sicilia non merita questo spettacolo»
Duri i commenti arrivati dai banchi dell’opposizione. Per Ismaele La Vardera (Controcorrente), si tratta di dinamiche che arrecano un danno all’immagine della regione: «È finita a tarallucci e vino. Schifani ha alzato il prezzo minacciando le dimissioni per poi fare un passo indietro: la Sicilia non merita questo spettacolo indecoroso».
Ancora più severo l’attacco del capogruppo del Partito Democratico all’ARS, Michele Catanzaro: «La Sicilia è ostaggio di un ricatto politico tutto interno alla maggioranza, con un presidente della Regione che sembra ossessionato dalla sua ricandidatura. Siamo stanchi, il presidente Schifani abbia un sustained di dignità e liberi l’Isola da questa agonia».
A far eco alle critiche è anche il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Antonio De Luca: «Non ho mai creduto veramente alle sue dimissioni. Se avesse voluto staccare la spina, lo avrebbe fatto senza annunciarlo. La sua esternazione era chiaramente un messaggio inviato al suo partito per concordare una buonasuscita».
Le vicende giudiziarie sullo sfondo
A complicare ulteriormente il quadro politico regionale si aggiungono le recenti inchieste della magistratura che hanno coinvolto diversi esponenti ed ex dirigenti di spicco legati a Forza Italia o all’area del centrodestra siciliano:
- Gaspare Vitrano: Deputato regionale di Forza Italia all’ARS, iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’estensione dell’inchiesta sulla gara d’appalto per la gestione dei rifiuti ad Agrigento e in altri nove comuni.
- Riccardo Gallo Afflitto: Deputato regionale di Forza Italia, colpito da misura cautelare con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta sulla gestione degli incarichi e dei finanziamenti al Cefpas.
- Michele Mancuso: Deputato regionale di Forza Italia (ed ex componente della Commissione Antimafia all’ARS), al centro di un’indagine della Procura nissena legata all’assegnazione di fondi pubblici regionali e finanziamenti per eventi e spettacoli.
- Salvatore Iacolino: Ex dirigente di rilievo ed esponente di area, dimessosi dal ruolo di direttore generale del Dipartimento Pianificazione Strategica dell’Assessorato alla Salute a seguito dell’iscrizione nel registro degli indagati per procedimenti legati alla sanità regionale.
- Gaetano Armao: Ex vicepresidente della Regione ed ex assessore all’Economia (storico esponente di primo piano della coalizione), coinvolto nelle inchieste della Procura riguardanti presunte corruzioni su consulenze e appalti pubblici.
(Nota: Per tutti i soggetti citati e coinvolti nelle indagini le procedure o i procedimenti giudiziari sono in corso e vale il principio costituzionale di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva).
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