«Si preparano a un blitz senza precedenti sulla gestione dei rifiuti», commenta la senatrice M5s Ketty Damante
Dopo l’approvazione nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato dell’emendamento al Dl omnibus che rafforza i poteri da commissario rifiuti del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, interviene la senatrice M5s Ketty Damante: «La Regione e il suo presidente Renato Schifani si preparano a un blitz senza precedenti sulla gestione dei rifiuti», afferma in una nota Damante, che è componente della in commissione Bilancio del Senato. «I pieni poteri da delegare a Schifani ricordano molto da vicino quelli chiesti da Salvini al Papeete. Sappiamo tutti come andò a finire. Siamo sicuri che sia questa la strada giusta per la Sicilia e i siciliani?», prosegue la nota.
«Si preparano a un blitz senza precedenti sulla gestione dei rifiuti», commenta la senatrice M5s Ketty Damante
Dopo l’approvazione nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato dell’emendamento al Dl omnibus che rafforza i poteri da commissario rifiuti del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, interviene la senatrice M5s Ketty Damante: «La Regione e il suo presidente Renato Schifani si preparano a un blitz senza precedenti sulla gestione dei rifiuti», afferma in una nota Damante, che è componente della in commissione Bilancio del Senato. «I pieni poteri da delegare a Schifani ricordano molto da vicino quelli chiesti da Salvini al Papeete. Sappiamo tutti come andò a finire. Siamo sicuri che sia questa la strada giusta per la Sicilia e i siciliani?», prosegue la nota.
«L’emendamento presentato al Dl omnibus – aggiunge Damante – votato oggi in Commissione prevede infatti che al presidente Schifani vengano dati gli stessi poteri del sindaco di Roma Gualtieri. Peccato che Schifani abbia già ampi poteri sulla gestione dei rifiuti in Sicilia. Con questo emendamento il suo incarico verrà ulteriormente ampliato consentendogli di gestire le gare per la realizzazione di due grandi termovalorizzatori sull’isola». «Lavori – prosegue – introdotti arbitrariamente nel Piano Rifiuti 2024 contravvenendo all’art. 22 del Codice dei contratti derivante dalla Convenzione di Aarhus e quindi senza alcun dibattito pubblico per la costruzione degli impianti. Ma la vera incognita sono le gare d’appalto considerato l’alto impegno finanziario che supera gli 800 milioni di euro e che, secondo la legge, non prevede deroghe alla messa a gara», conclude Damante.
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