Riceviamo e pubblichiamo
Oggetto: Progetto di istituzione del Policlinico Universitario a Caltanissetta
Signor Presidente del Consiglio comunale,
Signor Sindaco,
Signori Assessori,
Signori Consiglieri comunali,
Autorità e rappresentanti delle istituzioni presenti,
desidero innanzitutto ringraziare il Presidente del Consiglio comunale e la Conferenza dei Capigruppo per avere promosso questa seduta straordinaria, dedicata a una questione che ritengo fondamentale per il futuro della nostra città, della nostra provincia e dell’intera Sicilia centrale.
Intervengo nella qualità di Presidente del Consorzio Universitario di Caltanissetta, con il preciso dovere di rappresentare il lavoro svolto dall’ente e di contribuire, nell’ambito delle nostre competenze, all’individuazione di un percorso concreto per la costituzione del quarto Policlinico universitario della Regione Siciliana.
Desidero chiarire fin dall’inizio un principio che ha guidato tutta la nostra attività.
Il Consorzio Universitario non intende partecipare a una contrapposizione politica o territoriale.
Il nostro compito è perseguire l’interesse pubblico, sostenere lo sviluppo universitario e scientifico del territorio e contribuire alla valorizzazione delle infrastrutture sanitarie, formative e di ricerca già esistenti.
È con questo spirito che abbiamo affrontato il tema del quarto Policlinico universitario.
Il Piano Strategico del Consorzio Universitario
Come è noto, su richiesta dell’assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, onorevole Girolamo Turano, il Consorzio Universitario di Caltanissetta ha elaborato il documento denominato: “Piano Strategico per lo sviluppo del Sistema Universitario e la costituzione del Policlinico della Sicilia Centrale”.
Si tratta di un documento articolato, già trasmesso all’Assessorato regionale e portato a conoscenza dei rappresentanti istituzionali del territorio.
Ritengo importante sottolineare che il Piano non è stato predisposto per sostenere una soluzione precostituita.
Al contrario, abbiamo cercato di costruire una proposta fondata su un principio preciso:
la massimizzazione dell’interesse pubblico attraverso la valorizzazione delle risorse già disponibili e l’individuazione della configurazione sanitaria, universitaria ed economica più vantaggiosa per il territorio.
Questo significa, innanzitutto, utilizzare in maniera razionale le risorse pubbliche.
Significa evitare, laddove possibile, duplicazioni infrastrutturali e investimenti non giustificati da
un’effettiva analisi dei fabbisogni.
Significa valutare i tempi di realizzazione, la sostenibilità economica, la qualità dell’assistenza sanitaria, le opportunità formative e le ricadute occupazionali.
Significa, soprattutto, comprendere quale soluzione possa produrre il maggiore beneficio possibile
per i cittadini.
Il Piano Strategico parte da un dato oggettivo: Caltanissetta dispone già di un patrimonio infrastrutturale e di competenze che merita di essere pienamente valorizzato.
Mi riferisco, in particolare, all’ospedale Sant’Elia, già classificato come DEA di II livello; al CEFPAS, che rappresenta un’importante realtà della formazione sanitaria; al sistema universitario presente nella nostra città; e alle ulteriori infrastrutture e competenze scientifiche del territorio.
Queste realtà non devono essere considerate separatamente.
Il nostro obiettivo è promuovere un sistema integrato nel quale assistenza sanitaria, formazione universitaria, ricerca scientifica e innovazione possano rafforzarsi reciprocamente.
Non proponiamo semplicemente di attribuire a Caltanissetta una denominazione o una nuova funzione amministrativa. Proponiamo di costruire un progetto capace di generare valore pubblico misurabile.
Un progetto che possa migliorare i servizi sanitari, attrarre studenti, ricercatori e professionisti, favorire investimenti e creare nuove opportunità di sviluppo.
Un progetto per Caltanissetta e per l’intera Sicilia centrale
Desidero soffermarmi su un altro aspetto.
Il Piano Strategico è stato concepito nell’interesse del territorio nisseno, ma con una prospettiva che supera i confini della nostra provincia.
La Sicilia centrale presenta esigenze sanitarie, universitarie e infrastrutturali che richiedono una programmazione coordinata.
Per questa ragione, abbiamo immaginato un percorso capace di valorizzare Caltanissetta quale sede di infrastrutture sanitarie e formative già disponibili, all’interno di un sistema di collaborazione territoriale più ampio.
In questo quadro, il concetto di Area Vasta può costituire un utile riferimento organizzativo, purché venga tradotto in una programmazione concreta e coerente con la normativa sanitaria e universitaria.
La collaborazione tra territori non deve essere interpretata come una rinuncia alle rispettive vocazioni.
Al contrario, dovrebbe consentire di valorizzare le funzioni già esistenti, individuare le complementarità e concentrare gli investimenti dove possano produrre il maggiore beneficio collettivo.
È per questo che considero sbagliato trasformare il confronto sul quarto Policlinico in una competizione tra Caltanissetta ed Enna.
Non abbiamo alcun interesse a contestare investimenti destinati a migliorare la sanità del territorio ennese.
Chiediamo, però, che una scelta strategica come la costituzione del quarto Policlinico universitario venga assunta sulla base di criteri oggettivi, valutazioni comparative, sostenibilità economica e rispetto delle procedure istituzionali previste dalla legge.
Il ruolo delle università
Un ulteriore elemento qualificante del nostro Piano riguarda il rapporto con il sistema universitario.
Il Consorzio Universitario di Caltanissetta intrattiene rapporti istituzionali con il mondo accademico e considera fondamentale la valorizzazione delle collaborazioni già esistenti.
Allo stesso tempo, riteniamo che l’individuazione della configurazione universitaria più adeguata per il quarto Policlinico debba avvenire attraverso un confronto istituzionale aperto, nel rispetto delle competenze della Regione e delle università interessate.
Il Piano Strategico non predetermina l’ateneo di riferimento.
Non nasce contro l’Università di Palermo, né contro l’Università Kore di Enna, né contro alcun altro soggetto accademico.
Nasce per individuare il modello che possa garantire il migliore risultato in termini di assistenza, didattica, ricerca, sostenibilità e sviluppo territoriale.
Ritengo che questa impostazione rappresenti una garanzia di serietà e di autonomia istituzionale.
Il finanziamento destinato a Enna e i tre presupposti fondamentali per la costituzione del quarto Policlinico universitario
Signor Presidente, Signori Consiglieri, ritengo necessario soffermarmi su un aspetto che considero centrale nella discussione odierna.
L’Assemblea regionale siciliana ha recentemente approvato un emendamento che prevede uno stanziamento di un milione di euro in favore dell’ASP di Enna, destinato, tra le altre finalità, alla progettazione del cosiddetto «quarto policlinico universitario di Enna».
Desidero essere molto chiaro.
Non intendiamo contestare gli investimenti destinati al miglioramento della sanità ennese, né alimentare contrapposizioni tra territori.
Ma dobbiamo distinguere ciò che significa finanziare un intervento sanitario da ciò che significa istituire realmente il quarto Policlinico universitario della Regione Siciliana.
Per realizzare un progetto di questa portata non basta uno stanziamento finanziario.
Occorre verificare la presenza di almeno tre presupposti fondamentali, strettamente collegati tra loro.
Primo: un’infrastruttura ospedaliera adeguata e la compatibilità con la rete sanitaria
regionale
Il primo elemento riguarda la disponibilità di un’infrastruttura ospedaliera dotata delle caratteristiche necessarie per sostenere le funzioni assistenziali, formative e scientifiche di un Policlinico universitario.
Nel modello che abbiamo delineato, assume particolare importanza la presenza di un Dipartimento di Emergenza e Accettazione di II livello, con le relative specialità, tecnologie, professionalità e capacità assistenziali.
A Caltanissetta questa infrastruttura esiste già.
L’ospedale Sant’Elia è infatti classificato come DEA di II livello e costituisce un patrimonio sanitario di rilevanza strategica per l’intera Sicilia centrale.
È importante ricordare che la distribuzione dei DEA di II livello non è libera o illimitata.
Essa è disciplinata dagli standard nazionali e dalla programmazione della rete ospedaliera regionale, che tengono conto dei bacini di utenza, dell’organizzazione dei servizi e delle esigenze di assistenza.
L’eventuale istituzione di un ulteriore DEA di II livello dovrebbe pertanto essere valutata alla luce di tali vincoli e potrebbe richiedere una revisione della rete ospedaliera, con possibili conseguenze sulle funzioni attribuite alle strutture già esistenti.
Qualora questa revisione comportasse il ridimensionamento o il declassamento di un DEA già operativo, sarebbe necessario valutare anche la perdita di valore pubblico derivante dagli investimenti effettuati nel tempo e dalle capacità assistenziali già sviluppate.
Parallelamente, sarebbe necessario sostenere investimenti rilevanti per adeguare una nuova struttura agli standard richiesti.
Ecco perché il tema non può essere affrontato senza una valutazione comparativa.
Prima di investire ingenti risorse pubbliche per realizzare altrove funzioni già disponibili, occorre dimostrare che questa scelta produca un beneficio sanitario, economico e sociale superiore rispetto alla valorizzazione dell’infrastruttura esistente.
Questo è il primo principio sul quale si fonda il nostro Piano Strategico.
Secondo: la costituzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria secondo la normativa vigente Il secondo elemento riguarda la configurazione giuridica e istituzionale del Policlinico.
Un Policlinico universitario non nasce semplicemente attribuendo questa denominazione a un ospedale.
Occorre definire il rapporto tra il Servizio sanitario regionale e il sistema universitario, individuare la configurazione organizzativa appropriata e adottare gli atti previsti dalla normativa vigente.
In Sicilia, un riferimento importante è rappresentato dall’articolo 14 della legge regionale n. 5 del 2009, nell’ambito del riordino del sistema sanitario regionale.
A questo quadro si aggiunge l’articolo 41 della legge regionale n. 2 del 2023, che disciplina l’attivazione delle procedure per la costituzione del quarto Policlinico universitario della Regione Siciliana, prevedendo il coinvolgimento degli Assessorati regionali competenti e delle università interessate.
Il percorso deve inoltre rispettare la disciplina nazionale relativa all’integrazione tra attività assistenziale, didattica e ricerca.
È quindi necessario conoscere quale configurazione giuridica la Regione intenda adottare, quali soggetti debbano parteciparvi e attraverso quali atti amministrativi e accordi istituzionali si intenda procedere.
Il finanziamento di una progettazione non può essere confuso con il completamento di questo percorso.
Terzo: la candidatura di un ateneo e gli impegni che è disposto ad assumere
Il terzo elemento, altrettanto importante, riguarda la componente universitaria.
Per realizzare un Policlinico universitario occorre il coinvolgimento concreto di un ateneo che sia disponibile ad assumere impegni precisi e verificabili.
Non basta individuare il nome di un’università.
Occorre conoscere il progetto accademico, la disponibilità a sviluppare le attività didattiche e scientifiche, le risorse professionali che si intendono mettere in campo e il modello di integrazione con il sistema sanitario.
Ma soprattutto occorre comprendere quali benefici effettivi la candidatura universitaria sia in grado di garantire al territorio.
Mi riferisco a quelli che nel nostro Piano Strategico abbiamo considerato i tre ambiti fondamentali di ricaduta:
Il dividendo sanitario: miglioramento dell’assistenza, potenziamento delle specialità, maggiore qualità dei servizi, attrazione di professionalità e riduzione della mobilità sanitaria passiva.
Il dividendo universitario e scientifico: sviluppo di corsi di laurea, scuole di specializzazione, dottorati, laboratori, ricerca clinica e opportunità formative per gli studenti.
Il dividendo territoriale ed economico: nuovi posti di lavoro qualificati, investimenti, sviluppo dell’indotto, attrazione di studenti e ricercatori e rafforzamento dell’economia locale.
È proprio per questa ragione che il Piano Strategico del Consorzio Universitario non predetermina l’ateneo di riferimento.
Riteniamo che le università interessate debbano poter presentare le proprie proposte e che la Regione debba valutarle sulla base degli impegni concretamente assunti e dei benefici pubblici attesi.
Il nostro obiettivo non è scegliere un’università per appartenenza geografica o per preferenza politica.
È individuare la soluzione che garantisca il maggiore ritorno sanitario, universitario, scientifico ed economico per il territorio nisseno e per l’intera Sicilia centrale.
La questione che poniamo alla Regione
Il Consorzio Universitario di Caltanissetta ha elaborato, su richiesta dell’assessore Turano, il proprio Piano Strategico.
Un Piano che parte dalle infrastrutture esistenti, individua un percorso istituzionale e propone di valutare le candidature universitarie sulla base dei benefici pubblici concretamente conseguibili.
Ritengo pertanto che il percorso indicato dall’assessore Turano nella nota trasmessa all’odierno Consiglio comunale, finalizzato all’istituzione del quarto Policlinico universitario siciliano a Caltanissetta, possa trovare proprio in questo Piano una base concreta di confronto.
Il Consorzio Universitario ha già svolto il lavoro che gli era stato richiesto. Adesso chiediamo che quel lavoro venga formalmente esaminato dalla Regione e che le scelte successive siano fondate su criteri trasparenti, verificabili e orientati alla massimizzazione dell’interesse pubblico.
La nota dell’assessore Turano
Desidero, a questo punto, richiamare la nota trasmessa dall’assessore regionale Girolamo Turano in occasione dell’odierna seduta.
L’assessore, nell’esprimere il proprio rammarico per l’impossibilità di partecipare al Consiglio comunale, ha dichiarato che, di concerto con il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e con l’Assessorato regionale della Salute, si lavorerà per individuare una soluzione concreta e condivisa, capace di definire un percorso chiaro verso l’istituzione del quarto Policlinico universitario siciliano a Caltanissetta.
Considero questa dichiarazione importante e la accolgo con favore.
È significativo che l’assessore abbia indicato espressamente Caltanissetta e abbia richiamato la necessità di un’iniziativa condivisa con la Presidenza della Regione e con l’Assessorato della Salute.
Nella stessa nota, l’assessore Turano ha inoltre auspicato che si tenga conto del lavoro svolto dagli enti interessati e dal Consorzio Universitario.
Desidero ringraziarlo per questo riferimento.
Ritengo però doveroso ricordare, in questa sede, che il Consorzio Universitario ha già dato seguito alla richiesta che lo stesso assessore ci aveva rivolto, elaborando e trasmettendo un Piano Strategico organico.
Il documento esiste.
È stato predisposto.
È stato trasmesso.
È a disposizione delle istituzioni regionali.
Per questa ragione, il passaggio che oggi chiediamo non è la formulazione di una nuova dichiarazione di principio, ma l’avvio dell’esame istituzionale del lavoro già svolto.
Credo che questo rappresenti il modo più concreto per dare seguito alle parole dell’assessore Turano.
Il Consorzio Universitario è naturalmente disponibile a ogni approfondimento tecnico, a ogni integrazione e a ogni confronto che la Regione riterrà necessario.
Il dibattito pubblico e la necessità di una posizione condivisa. Negli ultimi giorni, il tema del quarto Policlinico universitario ha suscitato numerosi interventi da parte di rappresentanti politici, amministratori locali, associazioni e organi di informazione.
Sono emerse impostazioni differenti, talvolta anche contrapposte, sul rapporto tra Caltanissetta ed Enna, sulle possibili collaborazioni universitarie e sulle modalità di realizzazione del progetto.
Non intendo entrare nel merito delle polemiche politiche.
Non è questo il ruolo del Presidente del Consorzio Universitario.
Desidero però rilevare che, al di là delle diverse posizioni, il dibattito ha posto all’attenzione pubblica alcuni temi comuni: la valorizzazione del Sant’Elia, il futuro del sistema universitario nisseno, la sostenibilità degli investimenti e la necessità di conoscere le determinazioni della Regione.
Ho inoltre preso atto con apprezzamento delle manifestazioni pubbliche di attenzione e condivisione rivolte al Piano Strategico del Consorzio Universitario, tra le quali quella espressa dal sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio.
Ritengo che ogni contributo istituzionale o associativo possa essere utile, purché il confronto rimanga orientato all’interesse generale.
Il Piano Strategico appartiene istituzionalmente al Consorzio Universitario e, per le sue finalità, deve poter diventare patrimonio condiviso dell’intero territorio, senza assumere alcuna connotazione partitica.
Non chiediamo alle forze politiche di condividere un’appartenenza.
Chiediamo alle istituzioni di confrontarsi sui contenuti di una proposta.
La proposta di deliberazione che deposito oggi Signor Presidente, Signori Consiglieri, ritengo che questa seduta debba rappresentare un momento di confronto, ma anche il punto di partenza di un’iniziativa istituzionale concreta.
Per questa ragione, nella mia qualità di Presidente del Consorzio Universitario di Caltanissetta, deposito oggi una proposta di deliberazione da sottoporre all’esame del prossimo Consiglio comunale, secondo le procedure previste dal regolamento consiliare.
La proposta è finalizzata a consentire al Consiglio di esprimersi formalmente sul percorso istituzionale per la costituzione del quarto Policlinico universitario a Caltanissetta, valorizzando il Piano Strategico già elaborato dal Consorzio.
L’obiettivo è promuovere una posizione istituzionale chiara, che possa essere rappresentata alla Presidenza della Regione Siciliana, all’Assessorato regionale della Salute e all’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale.
In particolare, ritengo necessario che venga richiesto:
Primo: l’esame formale del Piano Strategico elaborato dal Consorzio Universitario di Caltanissetta su richiesta dell’assessore Turano, affinché lo stesso possa essere condiviso promosso e sostenuto dal Consiglio comunale quale espressione della rappresentanza istituzionale del territorio che ne chiede l’attuazione.
Secondo: il chiarimento degli atti, delle valutazioni e delle procedure che la Regione intende adottare per la costituzione del quarto Policlinico universitario siciliano.
Terzo: la verifica della coerenza tra il percorso istituzionale prospettato per Caltanissetta nella nota dell’assessore Turano e la disposizione finanziaria relativa alla progettazione del Policlinico a Enna.
Quarto: l’avvio di un confronto istituzionale con gli enti territoriali, le aziende sanitarie e le università interessate, finalizzato a individuare una soluzione fondata sulla massimizzazione dell’interesse pubblico.
Quinto: la valorizzazione delle infrastrutture sanitarie, universitarie e scientifiche già presenti nel territorio nisseno, quale elemento essenziale di una valutazione comparativa sulla sostenibilità del progetto.
Chiedo pertanto che la proposta di deliberazione venga acquisita agli atti dell’odierna seduta e trasmessa agli organi consiliari competenti, affinché possa essere esaminata in occasione del prossimo Consiglio comunale.
Chiedo altresì che il Piano Strategico del Consorzio Universitario gia trasmesso a tutto il consiglio comunale sia acquisito alla documentazione consiliare, quale contributo tecnico e istituzionale al percorso che intendiamo promuovere.
Conclusioni
Vorrei concludere con una considerazione.
La costituzione del quarto Policlinico universitario non rappresenta soltanto un’opportunità per il sistema sanitario.
Rappresenta una scelta capace di incidere profondamente sul futuro della Sicilia centrale.
Significa migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria.
Significa rafforzare l’università e la ricerca.
Significa offrire ai nostri giovani maggiori opportunità di formazione e di lavoro.
Significa creare le condizioni per attrarre competenze, investimenti e professionalità.
Ma significa anche assumersi la responsabilità di utilizzare le risorse pubbliche nella maniera più
efficace possibile.
Questo è il principio che ha guidato il Consorzio Universitario nella predisposizione del Piano Strategico: massimizzare l’interesse pubblico, valorizzando il patrimonio esistente e costruendo un progetto sostenibile, nell’interesse prioritario del territorio nisseno e dell’intera Sicilia centrale.
Non chiediamo privilegi.
Non chiediamo decisioni assunte sulla base di appartenenze politiche o contrapposizioni territoriali.
Chiediamo che Caltanissetta, le sue infrastrutture, le sue competenze e il lavoro istituzionale già svolto siano oggetto di una valutazione seria, trasparente e approfondita.
La nota dell’assessore Turano apre una prospettiva che consideriamo importante. Confidiamo nell’azione del Governo regionale che saprà dare risposte adeguate ai cittadini nisseni e della Provincia.
Il Piano Strategico del Consorzio Universitario offre già un contributo concreto per svilupparla.
Adesso occorre passare dalle dichiarazioni agli atti istituzionali.
Il Consorzio Universitario di Caltanissetta continuerà a fare la propria parte, con spirito di collaborazione, autonomia istituzionale e piena disponibilità al confronto.
Vi ringrazio.
Dott.Ing Gianluca Tumminelli
Presidente del Consorzio Universitario di Caltanissetta
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