La nostra comunità piange Alessandro Marchì, Capo Reparto del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Caltanissetta, deceduto mentre era impegnato nello spegnimento di un vasto incendio nelle campagne di San Cataldo. Alla sua famiglia, ai suoi colleghi e al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco va il cordoglio sincero di Controcorrente Caltanissetta.
Davanti a una tragedia come questa il rispetto è un dovere. Ma il rispetto, da solo, non basta. Perché quando ogni estate ci ritroviamo davanti alle stesse immagini, agli stessi incendi, agli stessi boschi ridotti in cenere e, troppo spesso, alle stesse vite spezzate, il dolore lascia inevitabilmente spazio a una domanda: possiamo davvero continuare a considerare tutto questo inevitabile?
La risposta, per noi, è no.
Ogni estate la Sicilia affronta una situazione che ormai conosciamo fin troppo bene. Decine di incendi divampano nello stesso momento in province diverse, e i Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale, la Protezione Civile e i volontari vengono chiamati a intervenire contemporaneamente su più fronti. Gli uomini non bastano, i mezzi non bastano, e anche il supporto aereo dello Stato deve essere diviso tra tutte le regioni in emergenza nello stesso momento.
È un limite strutturale. Ma nessun Canadair potrà mai sostituire ciò che avrebbe dovuto essere fatto mesi prima.
Gli incendi si spengono con acqua. Le tragedie si evitano con la prevenzione. Ed è proprio qui che la nostra Regione continua ad arrivare in ritardo.
La manutenzione del territorio non può iniziare quando l’estate è già cominciata. La pulizia dei perimetri boschivi, comunali, provinciali e regionali, va programmata con largo anticipo, non improvvisata a ridosso della stagione calda. Quest’anno, dopo un inverno e una primavera particolarmente piovosi, la crescita della vegetazione spontanea era sotto gli occhi di tutti: era prevedibile che, con l’arrivo delle alte temperature, quel patrimonio naturale si trasformasse anche in un enorme potenziale combustibile. Le risorse per questa gestione esistono. Il problema è che non vengono impiegate per tempo, né con una strategia degna di questo nome. La domanda, allora, non è se gli incendi sarebbero arrivati, ma se eravamo preparati.
Anche a Caltanissetta i cittadini hanno visto aree verdi lasciate per settimane con erba alta e vegetazione secca, e interventi di manutenzione arrivare quando il rischio era già elevato. La prevenzione non può essere considerata un’attività straordinaria: è amministrazione ordinaria, è governo del territorio, è responsabilità.
E non serve inventare nulla. Basta guardare cosa fanno altri territori che convivono con gli stessi problemi. Spagna, Portogallo, Grecia, Australia e California investono durante tutto l’anno nella manutenzione del territorio, nelle fasce tagliafuoco, nel monitoraggio con droni e satelliti, nelle reti di sensori intelligenti, nell’intelligenza artificiale per individuare i primi focolai e nel posizionamento preventivo di uomini e mezzi. Hanno compreso che il momento decisivo non è quando un incendio è già fuori controllo, ma nei primi minuti, quando un principio d’incendio può ancora essere fermato. Ogni euro investito nella prevenzione evita costi immensamente superiori durante l’emergenza. Ma soprattutto evita ciò che non ha prezzo: le vite umane.
Per questo la Sicilia ha bisogno di una scelta politica netta. Non di una cabina di regia convocata quando il territorio è già in fiamme, ma di un Piano Regionale Permanente di Prevenzione Antincendi, operativo dodici mesi l’anno, capace di coinvolgere Regione, Comuni, Province, Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Università e imprese tecnologiche. Serve manutenzione programmata, strumenti digitali, droni, sistemi di monitoraggio, e una cultura della prevenzione che sostituisca definitivamente quella dell’emergenza.
Presidente Schifani, oggi la domanda non è se gli incendi torneranno, perché torneranno. La vera domanda è se la Sicilia vuole continuare a subirli o vuole finalmente governarli. Perché governare significa programmare, e programmare significa prepararsi.
Nessuna parola potrà restituire Alessandro Marchì alla sua famiglia. Ma possiamo scegliere se ricordarlo soltanto con il cordoglio oppure trasformare questo dolore in un punto di svolta.
La prevenzione non è una spesa. È una scelta politica, è una responsabilità istituzionale, è il modo più concreto con cui una Regione protegge il proprio territorio, i propri cittadini e chi ogni giorno indossa una divisa per difenderli.
Una Regione moderna non si misura da quanti incendi riesce a spegnere. Si misura da quanti incendi riesce a evitare.
Controcorrente Caltanissetta- Dariush Behjat, Manfredi Marchese, Michele D’oro
Autori – Dariush Behjat Cordinatore Controcorrente Caltanissetta

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