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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Corruzione in Sicilia: Rinviata a giudizio l’assessora Amata, condannata l’imprenditrice Cannariato
CronacaPolitica

Corruzione in Sicilia: Rinviata a giudizio l’assessora Amata, condannata l’imprenditrice Cannariato

Last updated: 20/04/2026 18:00
By Redazione 130 Views 4 Min Read
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Si chiude la fase preliminare di uno dei capitoli più delicati dell’inchiesta sulla gestione dei fondi regionali siciliani. Il GUP del Tribunale di Palermo, Walter Turturici, ha emesso oggi le prime sentenze e decisioni processuali riguardanti il presunto scambio di favori tra politica e imprenditoria.

Dopo oltre sette ore di camera di consiglio, il verdetto ha delineato due percorsi processuali distinti, figli delle diverse scelte legali degli indagati:

  • Elvira Amata (Assessora regionale al Turismo): L’esponente di Fratelli d’Italia è stata rinviata a giudizio con l’accusa di corruzione. La prima udienza del rito ordinario è stata fissata per il prossimo 7 settembre.
  • Marcella Cannariato (Imprenditrice): Per l’ex moglie del titolare di Sicily by Car, che ha optato per il rito abbreviato, è arrivata una condanna a 2 anni. La Procura aveva inizialmente richiesto una pena di 2 anni e 6 mesi.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dai PM Andrea Fusco e Felice De Benedittis, ci sarebbe un presunto accordo di scambio che vede coinvolta la Fondazione Bellisario.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’assessora Amata avrebbe favorito l’erogazione di un finanziamento regionale di 30.000 euro per il convegno “Donna, Economia e Potere”, organizzato a Palermo dalla Fondazione, di cui Cannariato era rappresentante.

La contropartita ipotizzata dall’accusa comprendeva:

  1. L’assunzione del nipote dell’assessora presso la società A&C Broker S.r.l. (riconducibile a Cannariato).
  2. Il pagamento delle spese di alloggio per il giovane durante il periodo lavorativo nel capoluogo siciliano.

L’assessora Amata, durante gli interrogatori, ha sempre respinto l’ipotesi di reato. Pur confermando di aver chiesto l’assunzione del nipote — giustificando il gesto come un atto di aiuto verso un familiare colpito da un grave lutto — ha negato fermamente che tale richiesta fosse legata al finanziamento della manifestazione. I legali di entrambe le parti hanno ribadito che tra le due donne esisteva un rapporto di cordialità e che non è mai intercorso alcun accordo illecito.

“Si tratta di una tranche investigativa più ampia che coinvolge altri nomi di rilievo della politica siciliana, tra cui il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, anch’egli sotto la lente degli inquirenti.”

Mentre la condanna di Marcella Cannariato segna un punto fermo per l’accusa nel rito abbreviato, il dibattimento di settembre dovrà stabilire la verità processuale per Elvira Amata. Il caso continua a scuotere i palazzi della Regione, riaccendendo il dibattito sulla trasparenza nell’uso dei fondi pubblici destinati a eventi e promozione turistica.

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