È quanto accaduto questa mattina a Caltanissetta: sui social è iniziata a circolare la foto della statua del Redentore, accompagnata da post entusiasti che celebravano il ritorno della croce sul monumento del Monte San Giuliano.
Peccato che la realtà sia esattamente l’opposto: la croce non è stata affatto ripristinata, ma rimossa per consentirne il restauro.
Abbiamo infatti contattato la Soprintendenza, che ringraziamo, la quale ci ha confermato ufficialmente che la croce non è stata ripristinata, bensì smontata proprio per avviare gli interventi di restauro, che verranno effettuati grazie al fondamentale contributo di Sicilbanca.
Complice la distanza, la prospettiva o la presenza di una gru con carrello, l’entusiasmo ha travisato i fatti, trasformando un intervento di smontaggio in un festeggiamento per il rimontaggio.
L’episodio, per quanto nato in totale buona fede, è un esempio perfetto di come sbanda l’informazione ai tempi dei social.
C’è stato addirittura chi ha scritto: “Grazie al sindaco e alla giunta comunale per la croce del redentore”.
In primo luogo, tendiamo a vedere ciò che desideriamo, la voglia di riavere il monumento completo ha azzerato lo spirito critico. L’emozione e la fretta di pubblicare hanno spinto molti a scambiare i lavori in corso per il risultato finale, senza prendersi il tempo di verificare bene i fatti.
In secondo luogo, si innesca la catena della fiducia cieca. Quando a condividere un contenuto è un amico, un parente o un conoscente, tendiamo a fidarci a occhi chiusi senza cercare notizie o conferme ufficiali.
Troppo spesso ci si fida del sentito dire o di aver letto qualcosa al volo da qualche parte, facendolo diventare una verità assoluta, per poi essere inesorabilmente smentiti dai fatti.
Questo della croce è solo l’ultimo caso, ne potremmo fare tanti altri, ma ne abbiamo un’ulteriore riprova proprio in questi giorni sul tema della piscina, troppi “sentito dire”, troppe certezze sbandierate sui social, ma che ancora non trovano nessuna conferma né atto ufficiale.
In questo corto circuito non c’è alcuna malizia, sia chiaro, anche se il risultato non cambia, l’illusione e la voce di corridoio si sostituiscono alla realtà.
La vicenda della statua del Redentore ci ricorda che sui social la fretta e l’approssimazione sono cattive consigliere.
Prima di condividere un post, commentare o far circolare una notizia, su qualsiasi argomento si tratti, fare un respiro profondo e attendere riscontri reali ci evita brutte figure, impedendoci di scambiare l’inizio di un lavoro per un fatto già compiuto o una semplice voce per una realtà. Ad Maiora

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