Caltanissetta 401
  • Home
  • Cronaca
    • Cronaca Internazionale
  • Politica locale
    • Politica
  • Rassegna stampa
    • Economia e Finanza
    • Riflessioni
    • Riceviamo e pubblichiamo
  • Cultura ed Eventi
    • Concorsi
    • Scuola
    • Tecnologia
  • Sport
  • Altro
    • Dalla provincia e dintorni
    • Ricette tipiche
    • Salute & Benessere
    • Meteo
Reading: Da un lato i missili iraniani che piovono sulle città arabe e israeliane, dall’altro i raid di Usa e Israele su Teheran. La guerra entra nel suo sesto giorno e anziché risolversi rischia di allargarsi a tutto il Medio Oriente
  • Seguici
Font ResizerAa
Caltanissetta 401Caltanissetta 401
Cerca
  • Home
  • Chi siamo
  • News
    • Cronaca
    • Politica locale
    • Cultura ed Eventi
    • Sport
    • Rassegna stampa
    • Salute & Benessere
    • Riceviamo e pubblichiamo
    • Dalla provincia e dintorni
Follow US
© Caltanissetta401 | Realizzato da Creative Agency
Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Cronaca Internazionale > Da un lato i missili iraniani che piovono sulle città arabe e israeliane, dall’altro i raid di Usa e Israele su Teheran. La guerra entra nel suo sesto giorno e anziché risolversi rischia di allargarsi a tutto il Medio Oriente
Cronaca InternazionalePoliticaRassegna stampa

Da un lato i missili iraniani che piovono sulle città arabe e israeliane, dall’altro i raid di Usa e Israele su Teheran. La guerra entra nel suo sesto giorno e anziché risolversi rischia di allargarsi a tutto il Medio Oriente

Last updated: 06/03/2026 6:19
By Redazione 147 Views 6 Min Read
Share
SHARE

Nuova ondata di missili iraniani su Israele e di raid israeliani su Teheran. Il conflitto con Usa e Israele entra nel sesto giorno

Contents
Missili su Israele e basi americaneRaid massicci su TeheranL’Iran vuole regionalizzare la guerraPetrolio e rotte energetiche sotto pressioneSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

La guerra tra Iran, Israele e Usa, scatenata dagli Stati Uniti di Donald Trump, entra nel sesto giorno e nulla fa pensare che terminerà a breve. Anzi si assiste all’esatto opposto con un’escalation che non lascia spazio a illusioni e che sembra sparigliare le carte, contraddicendo le previsioni – fin troppo ottimistiche – provenienti da Tel Aviv e Washington.

Così il conflitto che per il tycoon doveva durare pochi giorni sembra allargarsi di ora in ora, con le operazioni militari che si moltiplicano e la tensione regionale che sale di ora in ora. Tutte ragioni per le quali la sensazione, diffusa e difficile da ignorare, è che siamo solo all’inizio.

Missili su Israele e basi americane

Come accade ormai da giorni, la giornata non è iniziata sotto i migliori auspici. All’alba le sirene di allarme hanno risuonato a Tel Aviv e Gerusalemme a causa delle nuove raffiche di missili partite dall’Iran, che hanno costretto l’esercito israeliano ad attivare i sistemi di difesa aerea riuscendo a limitare i danni.

E non è tutto perché, secondo fonti ufficiali, questa mattina i missili di Teheran hanno preso di mira anche installazioni militari statunitensi in tutta la regione mediorientale, colpendo, come accade dall’inizio della guerra, anche diversi Paesi arabi alleati di Washington, tra cui soprattutto il Bahrain e il Kuwait.

Raid massicci su Teheran

La risposta israeliana è arrivata poche ore dopo e non è stata affatto indulgente. L’aviazione delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) ha lanciato una “operazione su larga scala” contro obiettivi militari nella capitale iraniana Teheran. Le numerose esplosioni sono state udite in diversi quartieri della città, mentre i raid colpivano infrastrutture strategiche e militari.

Un conflitto brutale dove, in nemmeno una settimana, l’aeronautica israeliana ha sganciato oltre 5.000 bombe. Può sembrare tanto, ma il dato è parziale perché non comprende il numero di ordigni lanciati dagli Stati Uniti.

Malgrado questa potenza di fuoco, il regime degli ayatollah sta continuando a resistere e a minacciare “una lunga guerra”. Parole che secondo l’esercito israeliano non sono campate in aria, tanto che i militari di Tel Aviv hanno fatto sapere che le operazioni potrebbero durare ancora una o due settimane. Più prudente, o forse più realistico, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth secondo cui la guerra potrebbe protrarsi “quattro settimane, sei o anche più”.

L’Iran vuole regionalizzare la guerra

Quel che è certo è che il conflitto non resta confinato ai due Paesi, ma ormai si è regionalizzato. Israele in particolare ha colpito anche il Hezbollah in Libano, con una serie di raid contro infrastrutture del movimento sciita sostenuto da Teheran e ha avviato una campagna di terra nel Paese. E non è tutto.

Martedì notte un sottomarino statunitense ha affondato una nave da guerra iraniana nell’Oceano Indiano, provocando decine, se non centinaia, di morti tra i marinai. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato di “atrocità in mare” e promesso ritorsioni.

Il bilancio di questa guerra intanto continua a crescre di giorno in giorno e ormai le stime più prudenti parlano di oltre mille morti in Iran, decine in Libano, almeno una decina in Israele e sei militari americani uccisi.

Petrolio e rotte energetiche sotto pressione

Una guerra che, molto più di quella ucraina, non riguarda soltanto missili e bombardamenti. Lo Stretto di Hormuz, passaggio obbligato per circa un quinto del petrolio mondiale, è praticamente paralizzato dagli attacchi dell’Iran. Soltanto ieri una nave cisterna è stata colpita al largo del Kuwait, secondo il centro di monitoraggio britannico UKMTO.

Davanti a questo scenario il mercato ha reagito in fretta, con il prezzo del Brent che è balzato di circa 15% dall’inizio del conflitto. Per effetto di ciò, le ripercussioni sul prezzo di energia e carburanti stanno ricadendo soprattutto sugli europei e sugli italiani, con quello che si preannuncia un vero e proprio salasso.

Fonte lanotiziagiornale.it di Nicola Scuderi

——————

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o

Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

You Might Also Like

Guerra Ucraina, Macron: Putin non vuole pace. Zelensky: Da Mosca no segni su trilaterale

Il mercato del lavoro gira in negativo. Istat: a settembre -63mila occupati. Calano di 55mila i dipendenti a tempo indeterminato

Il Meteo a Caltanissetta Sabato 22 Novembre 2025

“Commissione Covid un circo? Il presidente chiarisca”. “Presunte frasi, non mi farò mettere il bavaglio”. Scontro tra Colucci (M5s) e Lisei (FdI)

San Cataldo: Caltaqua, il nuovo calendario di distribuzione

TAGGED:Cronaca InternazionalePoliticaRassegna stampa
Share This Article
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Email Copy Link Print
Caltanissetta 401
Direttore responsabile 
Sergio Cirlinci

93100 Caltanissetta (CL)

redazione@caltanissetta401.it
P:Iva: 01392140859

Categorie

  • Cronaca
  • Cultura ed Eventi
  • Politica locale
  • Rassegna stampa
  • Sport

Categorie

  • Concorsi
  • Dalla provincia e dintorni
  • Finanza
  • Giovani e Università
  • Sanità

Link utili

  • Chi siamo
  • Privacy & Cookie Policy

Caltanissetta 4.0.1 è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Caltanissetta n.03/2024 del 21/08/2024. | Realizzato da Creative Agency

Username or Email Address
Password

Lost your password?