Un viaggio lungo oltre novemila chilometri per dimostrare che l’inclusione non conosce confini. La cooperativa sociale Etnos di Caltanissetta ha archiviato con uno straordinario successo la propria trasferta a Tokyo, dove è stata tra le protagoniste con il celebre progetto “N’Arancina Speciale”. Un’iniziativa che ha trasformato uno dei simboli più iconici della tradizione culinaria siciliana in un veicolo concreto di formazione, riscatto e autonomia lavorativa per persone con disabilità.
L’evento si è svolto lo scorso 27 ottobre nella prestigiosa cornice dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo, all’interno della manifestazione “Italia-Giappone. 160 anni di storia. Insieme per l’inclusione”, promossa dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli in occasione delle celebrazioni per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.
Un modello di riscatto sociale sul palco internazionale
La realtà nissena è stata selezionata tra le dodici eccellenze italiane chiamate a rappresentare il valore e le opportunità del lavoro inclusivo. Attraverso le mani e l’impegno dei propri ragazzi, la cooperativa Etnos ha mostrato alla platea giapponese come la ristorazione possa diventare un ponte perfetto tra identità territoriale e impatto sociale.
Particolarmente toccante il bilancio della spedizione tracciato da Fabio Ruvolo, presidente della cooperativa sociale Etnos:
“Abbiamo emozionato i presenti, ma a emozionarci più di tutti siamo stati noi. Vedere la nostra storia arrivare così lontano, attraverso le mani e il lavoro delle persone che ogni giorno la costruiscono, ci ha riempiti di orgoglio. Con noi c’erano idealmente Caltanissetta, le famiglie, i colleghi e tutti quelli che hanno creduto in questo percorso. Essere a Tokyo ha dato un significato ancora più forte alle fatiche quotidiane e alle conquiste di ciascuno”.
Il cuore dell’iniziativa non si è fermato alla semplice valorizzazione della gastronomia isolana, ma ha puntato i riflettori sulla dignità del lavoro e sul riconoscimento del talento professionale di ciascuno, al di là di ogni pregiudizio o barriera.
“L’emozione più grande è vedere le persone diventare protagoniste, affrontare una sfida e scoprire di poter arrivare dove forse non avevano mai immaginato”, ha chiosato Ruvolo. “È questo il senso del nostro lavoro ed è questa la forza che riportiamo a casa: ogni opportunità concreta può cambiare una vita e il modo in cui una comunità guarda alle capacità delle persone”.
Prossima fermata: Bergamo
Il viaggio di “N’Arancina Speciale” non si arresta all’ombra del Monte Fuji. Rientrata dal Sol Levante, la cooperativa Etnos è già pronta a ripartire alla volta di Bergamo, dove prenderà parte a un importante appuntamento nazionale dedicato allo sport e all’inclusione. Un’ulteriore tappa di un itinerario virtuoso che, muovendo da Caltanissetta, continua a fare il giro del mondo per raccontare come la passione, il lavoro e la tradizione possano davvero abbattere ogni frontiera.
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