Dieci anni dopo quella tragica notte del 24 agosto 2016, il Centro Italia torna a fermarsi per rendere omaggio alle 299 vittime del devastante terremoto che spazzò via borghi storici come Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Tra la silenziosa fiaccolata notturna scandita dai rintocchi di campana per le persone scomparse, i solenni momenti di preghiera e la presenza delle massime cariche dello Stato, la giornata della memoria si incontra con il punto sulla complessa macchina della ricostruzione.
Mattarella: «Una pagina drammatica, servono prevenzione e tempi certi»
Nel suo messaggio indirizzato alla Nazione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito quel 24 agosto una «pagina drammatica della storia della Repubblica», richiamando l’attenzione sul dovere costante delle istituzioni:
«Rimarrà per sempre fissata nelle nostre menti e nei nostri cuori la notte del 24 agosto 2016. Il risanamento è un percorso che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare la normalità spezzata.»
Il Capo dello Stato ha espresso vicinanza alle famiglie dei sopravvissuti e ha elogiato il grande spirito di solidarietà espresso da volontari e soccorritori fin dalle prime ore della tragedia, ricordando la necessità fondamentale di potenziare la prevenzione sismica sul territorio nazionale.
Meloni ad Amatrice: «Fatto molto, ma non ci fermiamo»
Nel pomeriggio della commemorazione, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata ad Amatrice dove ha deposto una corona d’alloro al monumento dedicato ai caduti, incontrando ed abbracciando i parenti delle vittime. In un lungo passaggio di riflessione diffuso sui canali istituzionali, la Premier ha rimarcato il cambio di passo impresso nell’ultimo periodo per superare la burocrazia:
«Non dimenticheremo mai quella notte. In questi dieci anni ci sono state troppe difficoltà, rinvii e false partenze che hanno rallentato la ricostruzione. Il Governo ha raccolto questa responsabilità con determinazione: i dati testimoniano un deciso cambio di direzione sia sui contributi per la ricostruzione privata sia per le opere pubbliche. Molto è stato fatto, ma molto resta da fare e non abbiamo intenzione di fermarci.»
Le celebrazioni sul territorio
Le commemorazioni hanno preso il via nella notte con la veglia e la fiaccolata organizzate dalle comunità locali ad Amatrice, proseguendo nella giornata con le messe solenni celebrate dal cardinale Matteo Maria Zuppi (presidente della CEI) ad Arquata del Tronto e nel campo sportivo di Amatrice. Durante la sua omelia, il cardinale Zuppi ha ricordato come il percorso di rinascita sia stato lungo e gravoso per chi ha perso casa e affetti, ribadendo la necessità di proseguire senza polemiche e con senso d’unità.
Ad oggi, sebbene gran parte della ricostruzione privata prosegua a ritmi più sostenuti e vari cantieri pubblici siano stati riaperti, la sfida di ridare piena vita sociale ed economica al cuore dell’Appennino centrale rimane aperta.

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