Il Governo procede sul Decreto Scuola e trasmette il provvedimento al Presidente della Repubblica per il vaglio e la firma finale. Tra le pieghe del testo, limato fino all’ultimo momento e oggetto di riservate interlocuzioni con il Colle, spicca la cancellazione della misura più controversa: quella che ipotizzava l’allontanamento del minore dalla famiglia nel caso in cui i genitori si fossero rifiutati di frequentare i corsi di alfabetizzazione in lingua italiana.
La marcia indietro sull’allontanamento dei figli
L’ipotesi dell’allontanamento dei minori – apparsa nelle primissime bozze ufficiose della misura – ha sollevato forti perplessità sul piano costituzionale e giuridico. Di fronte alle cautele e ai rilievi emersi, l’esecutivo ha stralciato la misura punitiva sui minori, sostituendola con un meccanismo sanzionatorio di tipo economico e amministrativo:
- Per i genitori che non conoscono l’italiano, i servizi sociali potranno disporre la frequenza obbligatoria e gratuita di corsi presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA).
- La mancata o ingiustificata adesione all’obbligo non comporterà interventi sulla responsabilità genitoriale, ma una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 200 e 1.000 euro.
Le misure confermate: limite agli alunni non italofoni e stop al volto coperto
Nel testo definitivo atteso dal Quirinale rimangono i due pilastri fortemente voluti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito:
- Tetto al 30% nelle classi prime per gli studenti non italofoni: il limite del 30% per aula è parametrato sul livello reale di conoscenza della lingua. Vengono infatti esclusi dal computo gli alunni stranieri nati in Italia o che abbiano già completato almeno due anni di scolarizzazione nel sistema nazionale. Nel caso in cui il tetto venga superato senza possibilità di redistribuire gli studenti, scatteranno attività straordinarie e potenziate di supporto linguistico.
- Divieto di velo integrale in aula (burqa e niqab): la norma vieta l’ingresso nelle strutture scolastiche a chi presenta il volto integralmente coperto o travisato. Resta invece consentito il velo che lascia scoperto il viso (come l’hijab). Anche in questo caso, la violazione del divieto da parte dei minori comporta una sanzione amministrativa dai 200 ai 1.000 euro a carico dei genitori o di chi esercita la potestà genitoriale, oltre a possibili provvedimenti disciplinari d’istituto.
I nodi con il Colle e le risorse per la scuola
Mentre sul fronte costituzionale la formula del decreto legge urgente ha prevalso rispetto alla strada più lunga del disegno di legge, il Quirinale effettuerà le verifiche di rito sui requisiti di necessità e urgenza oltre che sull’omogeneità della materia.
A completamento della manovra sulla scuola, il provvedimento introduce anche interventi di natura economica: viene rifinanziato il fondo per i libri di testo gratuiti con un incremento di 21 milioni di euro (portando la dotazione totale a 160 milioni) e viene innalzata la soglia ISEE da 30.000 a 40.000 euro per consentire l’accesso ai contributi a una platea più ampia di famiglie.
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