Si è concluso il secondo turno delle elezioni comunali 2026, che ha chiamato al voto oltre un milione di cittadini in 42 comuni italiani (di cui 41 con popolazione superiore ai 15.000 abitanti). Lo scrutinio finale delinea un quadro di sostanziale pareggio nei sei capoluoghi di provincia più attesi, con tre vittorie per parte tra centrodestra e centrosinistra, ma il dato che più salta all’occhio è il netto calo dell’affluenza alle urne.
La sfida più attesa si giocava nei sei grandi centri urbani rimasti senza una guida definitiva dopo il primo turno del 24 e 25 maggio. Il risultato finale recita un perfetto equilibrio:
–Il Centrodestra conquista tre città: Arezzo (con l’elezione di Marcello Comanducci), Lecco e Macerata (dove viene riconfermato il sindaco uscente Sandro Parcaroli).
–Il Centrosinistra ,in formula “campo largo”, risponde strappando Agrigento, storicamente orientata a destra, e confermando la propria guida a Chieti e Trani.
Nelle altre città chiave spicca il risultato di Viareggio, dove si impone la candidata civica di centrodestra Sara Grilli prima donna sindaco della cittadina toscana), e il ribaltone di Vignola (Modena) a trazione maggioritaria. A Vigevano, il candidato di Forza Italia vince la corsa in solitaria (senza l’appoggio di Lega e FdI) superando la coalizione progressista.
Ampliando lo sguardo all’intera tornata amministrativa, che ha visto complessivamente il rinnovo di 18 capoluoghi di provincia, l’analisi dei flussi curata da Youtrend evidenzia un leggero avanzamento del centrosinistra rispetto alla situazione di partenza:
-Il centrosinistra passa da 8 sindaci uscenti a 10 eletti.
-Il centrodestra cresce da 5 uscenti a 6 eletti.
-I sindaci civici o appartenenti ad altre formazioni calano drasticamente da 5 a 2.
Se si considerano tutti i 118 comuni con più di 15.000 abitanti andati al voto in questa sessione (tra primo turno e ballottaggi), il centrosinistra si attesta alla guida di 50 amministrazioni (rispetto alle 59 uscenti), il centrodestra sale a 40 (erano 42) e le liste civiche pure ottengono 28 comuni.
Il dato politico più pesante resta l’astensionismo. L’affluenza nazionale si è fermata al 39,79% (rilevazione della domenica sera), un dato in forte flessione rispetto al primo turno, quando la partecipazione media sfiorava il 46,56%. Un trend che conferma la tradizionale difficoltà del secondo turno nell’attirare i cittadini ai seggi quando manca la spinta delle liste di preferenza comunali. In controtendenza la Sardegna, dove si votava invece per il primo turno in 148 comuni dell’isola, registrando un’affluenza superiore al 46%.
Nonostante il pareggio nei capoluoghi, entrambi gli schieramenti rivendicano la vittoria.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso soddisfazione sui social: “I risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori. Complimenti e buon lavoro a tutti i sindaci eletti”. Sulla stessa linea Matteo Salvini, che ha celebrato in particolare i successi di Macerata, Lecco e Arezzo.
Di tutt’altro avviso la segretaria del PD, Elly Schlein, che contesta la lettura del Governo parlando di una “chiara affermazione delle forze progressiste” nel bilancio complessivo dei capoluoghi e punzecchiando la premier sui dati totali delle città strappate all’opposizione: “Meloni ha evidentemente qualche problema con la calcolatrice”.

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