Il conflitto in Iran entra nel suo settimo giorno con una drammatica accelerazione. Mentre i raid israeliani colpiscono il cuore della capitale iraniana, il panorama geopolitico si complica: fonti d’intelligence statunitense rivelano il possibile ingresso della Cina a supporto di Teheran.
Raid su Teheran e Beirut: il bilancio si aggrava
L’esercito israeliano ha dato il via a una “nuova fase” dell’operazione militare, lanciando massicci attacchi aerei su Teheran. L’offensiva non si è limitata al territorio iraniano, colpendo duramente anche il sud di Beirut e postazioni in Bahrein.
–Vittime: Il bilancio complessivo ha raggiunto i 1200 morti.
–Obiettivi: Infrastrutture strategiche e centri di comando.
La linea di Washington: “Niente truppe di terra”
Il Presidente statunitense Donald Trump ha chiarito la strategia americana, escludendo per il momento un’invasione terrestre, definita una “perdita di tempo”. L’obiettivo dichiarato resta però il regime change:
“La leadership iraniana va smantellata. Ripuliremo tutto, ho già nuovi nomi in mente per il futuro del Paese”, ha dichiarato Trump.
Sul fronte diplomatico, la Premier italiana Giorgia Meloni ha ribadito via social la priorità del governo: “Proteggere i nostri connazionali e sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia insieme ai nostri partner e alleati”.
L’asse Pechino-Mosca: supporto strategico e logistico
Secondo fonti citate dalla CNN, la Cina sarebbe pronta a fornire a Teheran assistenza finanziaria, pezzi di ricambio e componenti missilistici. Tuttavia, l’approccio di Pechino appare più cauto rispetto a quello russo:
–Cina: Preoccupata per l’approvvigionamento energetico, preme per la sicurezza nello Stretto di Hormuz.
–Russia: Secondo il Washington Post, Mosca starebbe già fornendo dati d’intelligence in tempo reale sulla posizione di navi e aerei statunitensi, segnando un coinvolgimento indiretto ma significativo.
Nonostante queste evidenze, il Segretario alla Difesa USA, Pete Hegseth, ha minimizzato il ruolo delle due potenze, dichiarando che Russia e Cina “non sono realmente un fattore” determinante nell’esito dello scontro.
Crisi Energetica: stop al Gnl
Le ripercussioni economiche iniziano a farsi sentire a livello globale. Il Qatar ha lanciato un allarme sulle forniture energetiche: per il ripristino delle esportazioni di Gas Naturale Liquefatto (Gnl) potrebbero essere necessari settimane o addirittura mesi, aggravando l’incertezza sui mercati internazionali.
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