La mobilitazione studentesca che sta attraversando la Francia rischia di scivolare in una spirale di violenza senza controllo. Tra istituti scolastici bloccati, attacchi alle forze dell’ordine e disordini che dalle scuole secondarie si stanno estendendo agli atenei universitari, il bilancio delle ultime ore traccia un quadro di forte tensione sociale e istituzionale.
L’escalation a Marsiglia: presidi aggrediti e pompieri presi d’assalto
L’episodio più grave si è verificato a Marsiglia. Davanti al liceo Victor Hugo, secondo la denuncia della Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur (PACA), la protesta è sfociata in un’aggressione brutale: il preside, il vicepreside, la segretaria generale e un dirigente scolastico sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina.
Sempre nella città provenzale, all’esterno del liceo Saint-Exupéry, un mezzo dei vigili del fuoco intervenuto sul posto è stato circondato e incendiato dai manifestanti.
Scontri e blocchi da Parigi alle province
I disordini non si limitano al sud del Paese. A Parigi sono almeno 14 le scuole superiori in cui le lezioni sono state completamente bloccate, con momenti di tensione e scontri registrati anche a Pantin, alle porte della capitale.
A Nantes, un incendio ha colpito il liceo Nelson Mandela a margine dei cortei, mentre presidi ed eventi di protesta hanno interessato anche Nizza (liceo Albert-Calmette) e Lione (liceo Ampère). Per disperdere i blocchi e ripristinare la circolazione dei trasporti, le forze dell’ordine sono intervenute in diverse città facendo ricorso al lancio di gas lacrimogeni.
Le motivazioni degli studenti e le università coinvolte
I giovani in piazza protestano contro il peggioramento delle condizioni scolastiche: denunciano la carenza di risorse, il degrado delle strutture, ritmi di studio sostenuti e contestano il sistema d’accesso all’istruzione superiore.
Nelle ultime ore la contestazione si è allargata anche al mondo universitario: sono circa 30 gli atenei bloccati in tutto il Paese, tra cui le università di Strasburgo, Poitiers, Nanterre e Montpellier.
Il bilancio: arresti, feriti e indagini sulla polizia
I numeri forniti dal Ministero dell’Interno riflettono la dimensione dello scontro:
- Fermati: quasi 2.000 fermi nella sola giornata di giovedì, che portano il totale a oltre 625 arresti dall’inizio dei blocchi.
- Feriti: si contano più di 119 feriti tra studenti e personale scolastico, oltre a 83 agenti delle forze dell’ordine rimasti lesi negli scontri.
Sui metodi di gestione dell’ordine pubblico è intervenuta l’IGPN (l’Ispettorato generale della polizia francese), che ha aperto tre indagini su episodi avvenuti a Sevran, Saint-Ouen-L’Aumône e Tours. In particolare, a Tours un giovane si trova ricoverato in ospedale con una grave ferita alla testa, lesione ritenuta dal procuratore “compatibile” con l’impatto di un proiettile di gomma (LBD) sparato dalle forze dell’ordine.
Lo scontro politico
Ad alimentare ulteriormente il dibattito sono arrivate le dichiarazioni politiche. Sta facendo discutere la posizione di Bally Bagayoko, sindaco di Saint-Denis ed esponente de La France Insoumise, che ha ribadito come “la violenza, a un certo punto, possa essere legittima”. Parole che hanno sollevato forti polemiche in un momento in cui le istituzioni cercano di riportare la calma nelle scuole e nelle piazze della Repubblica.
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