L’Idf annuncia verifiche interne su due casi simbolo della tragedia nella Striscia, compreso l’uccisione della bambina di 5 anni. Ma le ONG e la Hind Rajab Foundation respingono l’iniziativa: “Forniti i nomi dei responsabili e le prove alla Corte Penale Internazionale”.
A distanza di mesi da due delle tragedie più drammatiche e simboliche del conflitto a Gaza, le forze armate israeliane (IDF) hanno annunciato l’apertura di un’indagine penale interna. Sotto i riflettori dei militari sono finiti due specifici episodi: l’uccisione di Hind Rajab, la bambina palestinese di cinque anni morta nel gennaio 2024 intrappolata in un’auto sotto il fuoco israeliano, e il massacro di 15 operatori umanitari e soccorritori, i cui corpi furono rinvenuti nel marzo 2025 in una fossa comune nel sud della Striscia.
La storia di Hind — rimasta per ore al telefono con i soccorritori mentre attorno a lei morivano i familiari, prima che anche l’ambulanza inviata a salvarla venisse distrutta — ha fatto il giro del mondo, diventando anche un acclamato film diretto da Kaouther Ben Hania. Ora, l’esercito israeliano sostiene che l’avvio delle inchieste penali faccia seguito all’analisi di circa 150 episodi relativi alla condotta delle proprie truppe. Tuttavia, per altri casi di alto profilo — come l’uccisione di operatori di World Central Kitchen e Medici Senza Frontiere — l’Idf ha già archiviato le verifiche senza ravvisare estremi di reato.
Lo scetticismo delle ONG
L’annuncio non ha rassicurato le organizzazioni per i diritti umani, tra cui l’israeliana Yesh Din, che ricordano come le indagini interne dell’esercito di Tel Aviv raramente sfocino in reali incriminazioni o condanne per i soldati coinvolti nell’uccisione di civili palestinesi. Secondo gli analisti, le crescenti pressioni politiche interne contribuiscono a depotenziare l’efficacia dei controlli.
Dura e immediata la reazione della Hind Rajab Foundation (HRF), l’organizzazione nata per combattere l’impunità per i crimini di guerra in Palestina. La Fondazione ha espresso totale sfiducia nelle intenzioni dei vertici militari israeliani, definendo le inchieste un tentativo di “auto-assoluzione”.
“Conosciamo i nomi dei responsabili”
«Non ci lasciamo ingannare da queste manovre», ha dichiarato Dyab Abou Jahjah, Direttore Generale della Fondazione. «Le indagini interne di Israele sulla condotta dei propri soldati sono storicamente viziate e prive di credibilità. Si tratta di una farsa volta a coprire chi ha ordinato e fatto fuoco».
Abou Jahjah ha sottolineato che la Fondazione non attende gli esiti delle verifiche dell’Idf per individuare le responsabilità: «Sappiamo esattamente chi ha ucciso Hind e i suoi familiari. Conosciamo la catena di comando, dalla 401ª Brigata Corazzata al 52º Battaglione, fino alla Compagnia coinvolta. Abbiamo già inviato tutti i nomi dei responsabili e le relative prove alla Corte Penale Internazionale (CPI)».
Per le organizzazioni internazionali e i familiari delle vittime, la vera giustizia non potrà passare da un’auto-analisi militare, ma unicamente dai tribunali internazionali e dalle giurisdizioni straniere basate sulla competenza universale.

—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.