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Gaza, presentato a Paesi donatori progetto Kushner-Witkof per fare della Striscia un resort

Last updated: 20/12/2025 12:57
By Redazione 159 Views 4 Min Read
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Il piano è stato presentato a Paesi del Golfo, Turchia ed Egitto dall’immobiliarista inviato di pace della Casa Bianca e dal genero del presidente. Il progetto partirebbe però dalla ricostruzione di alloggi provvisori per i gazawi

Contents
Le fasi del progettoSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.                                                 

Trasformare la Striscia di Gaza in un resort high tech di lusso. E’ stato presentato a possibili Paesi donatori il progetto messo a punto da una cordata di investitori americani guidati da Jared Kushner, genero di Donadl Trump, negoziatore dell’accordo di pace per la Striscia di Gaza e ora anche per la pace in Ucraina. Un progetto di sviluppo da 112,1 miliardi di dollari per i primi dieci anni di investimenti, ha reso noto il Wall Street Journal, citando un file powerpoint di 32 pagine definito “sensibile ma non classificato”. Co-leader del progetto è Steve Witkoff, immobiliarista newyorkese inviato della Casa Bianca per i negoziati a Gaza e in Ucraina.

Le fasi del progetto

In un primo momento, gli Stati Uniti fornirebbero “un’ancora” per il progetto di cui si era già parlato come della “Riviera del Medio Oriente“, con 60 miliardi di dollari. Gaza sarà in seguito in grado di auto finanziare parti del progetto mano a mano che si sviluppa e arricchisce.

Il progetto si articola in quattro fasi: lo sgombero delle macerie di quello che era una regione densamente abitata poi rasa al suolo da Israele, lo sminamento, la distruzione dei tunnel di Hamas, mentre ai gazawi verranno fornite sistemazioni provvisorie e ospedali, la ricostruzione della Striscia con abitazioni definitive, infrastrutture ed edifici pubblici, e l’uscita dei gazawi dallo stato di povertà. Dopo i primi lavori essenziali, dedicati quindi ai gazawi, cominceranno a essere innalzate le lussuose residenze del resort e una rete ferroviaria high tech.

I Paesi a cui è stato presentato sono Turchia, Egitto e Paesi del Golfo. I lavori, che dovrebbero durare 20 anni, prenderanno il via nel sud della Striscia, a Rafah e Khan Younis, poi proseguiranno dove ora si trovano i campi profughi nel centro della regione, e si concluderanno a Gaza City.

La Nuova Rafah diventerà, secondo il progetto, anche la sede del governo della Striscia. Ci saranno più di 100mila abitazioni, 200 scuole e 75 centri medici. Anche 180 moschee e centri culturali. Gaza diventerà una “smart city”, centro di servizi e di governo high tech. Entro dieci anni dall’inizio dello sviluppo, il 70 per cento della costa della Striscia di Gaza dovrà creare reddito, con una redditività complessiva a lungo termine di 55 miliardi di dollari sugli investimenti.

Pre condizione per il progetto è la demilitarizzazione e consegna di tutte le armi e di tutti i tunnel da parte di Hamas, oggetto della seconda fase dei negoziati del piano di pace, condizione tutt’altro che scontata.

Fonte Adnkronos

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.                                                 

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