Mentre la diplomazia guidata dagli USA cerca aperture ad Abu Dhabi, sui cieli e sul terreno la pressione militare non si placa.
1. Alta Tensione nei Cieli: Il Caso dell’Aereo Presidenziale
Un grave incidente ha sfiorato la crisi internazionale: l’aereo su cui viaggiava il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato sfiorato da un drone proprio mentre si trovava in fase di decollo dalla Moldavia. La notizia è stata resa nota dal premier norvegese Jonas Gahr Støre ad Oslo (dove Zelensky si era recato per i funerali di Stato di Re Harald V) ed è stata successivamente confermata dall’ex segretario generale della NATO ed attuale ministro delle Finanze norvegese, Jens Stoltenberg. L’episodio conferma la crescente pericolosità delle minacce aeree e delle attività di guerra ibrida nella regione.
2. Diplomazia in Movimento: Trump, Putin e l’Opzione Abu Dhabi
Sul fronte diplomatico si registrano segnali di apparente riapertura:
- Il ruolo degli USA: Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di aver avuto una conversazione con Vladimir Putin, sostenendo che il leader del Cremlino si è detto “pronto a un accordo”. Gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner continuano la loro missione di spola tra Mosca e Kiev.
- La sede dei colloqui: Il Cremlino, tramite Yuri Ushakov, ha indicato Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) come la sede preferita per eventuali colloqui trilaterali, ribadendo tuttavia la richiesta di sospendere gli aiuti militari occidentali a Kiev.
3. Intensificazione dei Raid e Situazione sul Terreno
Nonostante i tentativi di dialogo, la pressione sul campo resta altissima:
- Nelle ultime 24 ore si contano numerose vittime nei raid russi con droni e missili che hanno colpito le regioni di Sumy (drone su un centro commerciale: 2 morti e 14 feriti), Kiev (colpiti edifici residenziali) e Mykolaiv.
- L’intelligence militare ucraina (HUR) ha inoltre lanciato un allarme ai partner NATO, segnalando che la Russia intende testare entro la fine dell’anno un nuovo tipo di missile balistico con gittata fino a 800 km.
4. Frizioni Europee ed Equilibri Politici
- Stallo sulle Sanzioni: In seno all’Unione Europea, la Slovacchia sta attualmente frenando sul rinnovo delle sanzioni alla Russia (con scadenza fissata al 15 settembre), chiedendo deroghe sulle misure anticirconvenzione.
- L’appello dell’Italia: Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha suggerito a Zelensky di non limitarsi a dialogare con la dirigenza di singoli Paesi come Francia e Germania, ma di coinvolgere stabilmente l’intera Unione Europea, inclusi attori fondamentali come l’Italia e la Polonia.
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