GERUSALEMME – Non è la prima volta che Itamar Ben Gvir finisce al centro di aspre polemiche per la sua comunicazione provocatoria, ma l’occasione del suo 50° compleanno, festeggiato il 2 maggio 2026, ha segnato un nuovo punto di tensione nel già frammentato panorama politico israeliano.
Il fatto: candeline e simboli di morte
Durante i festeggiamenti tenutisi in una sala ricevimenti a Emunim, vicino ad Ashdod, al Ministro sono state presentate due torte che hanno fatto rapidamente il giro dei social media.
- La torta principale: Una creazione a tre piani sormontata da un cappio dorato e decorata con immagini di armi da fuoco puntate verso una mappa di Israele (che includeva integralmente Gaza e la Cisgiordania).
- Il messaggio: Sulla torta campeggiava la scritta: “Auguri al Ministro Ben Gvir. A volte i sogni diventano realtà”.
La seconda torta, più piccola ma con lo stesso simbolismo, è stata offerta dalla moglie del ministro, Ayala Ben Gvir, confermando che la scelta del cappio non è stata un incidente, ma un esplicito riferimento politico.
Il significato politico: la pena di morte
Il “sogno” a cui fa riferimento la torta è la battaglia storica di Ben Gvir per l’approvazione di una legge che introduca la pena di morte mediante impiccagione per i palestinesi condannati per terrorismo. Si tratta di un pilastro del suo programma elettorale che ha incontrato forti resistenze sia all’interno del sistema giudiziario israeliano che a livello internazionale.
Le polemiche sulla polizia
Oltre al simbolismo macabro, l’evento ha sollevato un polverone per la lista degli invitati. Alla festa erano presenti i vertici della Polizia israeliana, nonostante il Ministro sia attualmente sotto scrutinio per presunte interferenze politiche indebite nelle forze dell’ordine.
- L’opposizione: L’ex primo ministro Naftali Bennett ha aspramente criticato la presenza dei poliziotti, definendo l’episodio un segnale di “asservimento” delle istituzioni a un’agenda estremista.
- Le organizzazioni per i diritti umani: Molte ONG hanno condannato l’uso del cappio come una “deumanizzazione sistematica” e un incitamento alla violenza di Stato.
La replica del Ministro
Ben Gvir ha risposto alle critiche con il suo consueto stile diretto, schernendo gli avversari politici sui social e ribadendo che la sua priorità resta la “linea dura” contro il terrorismo. Per i suoi sostenitori, la torta è un simbolo di coerenza; per i critici, è l’ennesima prova di una deriva istituzionale senza precedenti.
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