Di fronte alla lezione di giornalismo ricevuta stamane dall’ass. Petrantoni, qui l’articolo, cosa che abbiamo trovato fuori luogo in una replica ad altra persona, teniamo a precisare che noi preferiamo rispondere con i fatti, pubblicando notizie, dando voce ai cittadini e garantendo, come abbiamo sempre fatto, il diritto di replica a chiunque si senta chiamato in causa.
Tuttavia, la nota inviata a questa redazione dall’assessore merita una riflessione pubblica, non tanto per i contenuti giuridici citati, spesso a sproposito, quanto per l’idea di informazione che traspare dalle sue parole.
L’assessore ci richiama al rispetto del Testo Unico dei doveri del giornalista, esortandoci a verificare la “veridicità” delle fonti prima di pubblicare contenuti che lui definisce potenzialmente diffamatori.
È un richiamo che accogliamo con un sorriso, poiché descrive esattamente ciò che facciamo ogni giorno.
Nel caso specifico, abbiamo ricevuto un comunicato, qui l’articolo, regolarmente firmato da Tony Maganuco, il quale annunciava un atto formale e grave, la presentazione di un esposto in Procura riguardo alla gestione dei fondi pubblici per degli spettacoli.
Qual è, dunque, la “verità” che il giornalista deve accertare in questo caso?
Di certo non è stabilire se l’esposto sia fondato o meno, compito che spetta, per fortuna in uno Stato di diritto, alla Magistratura e non agli assessori o ai giornalisti, ma verificare che l’esposto sia reale e che la fonte sia certa.
Pubblicare la denuncia di un cittadino su come viene speso il denaro della collettività non è un atto “lesivo”, è l’essenza stessa della cronaca, tacere una simile notizia, quello sì, sarebbe un venir meno ai doveri verso i lettori.
L’argomento è sicuramente di interesse pubblico e se qualcuno denuncia qualcosa che secondo lui non va e lo fa recandosi addirittura in Procura, il giornalista pubblicando il comunicato, quindi dandone notizia, sta soltanto esercitando correttamente il diritto di cronaca.
L’assessore parla di pluralismo e libertà, eppure in passato non ha esitato a etichettarci con sufficienza come “organi di disinformazione” e “cosiddetto giornale online”, qui l’articolo.
È curioso come il rispetto per la stampa, invocato a parole nel suo ultimo comunicato, svanisca quando la testata non si limita a fare da amplificatore o passacarte istituzionale, ma esercita il proprio ruolo di informazione.
Definire una testata regolarmente registrata e operante sul territorio come “organi di disinformazione” o un “cosiddetto giornale online” è un tentativo maldestro di sminuire una voce indipendente. Un tentativo che però si scontra con la realtà, i cittadini ci leggono proprio perché non filtriamo le notizie in base al gradimento di chi siede nelle stanze dei bottoni o alle direttive ricevute.
Visto e considerato che si fanno riferimenti a leggi, testi e regolamenti, è giusto che chi “richiama” sappia che se un lettore di un quotidiano online diffama qualcuno, il direttore del giornale non è responsabile di omesso controllo. Corte di Cassazione Sez. Quinta Pen. – Sent. del 29.11.2011, n. 44126.
Aggiungiamo che abbiamo pubblicato la replica dell’assessore con la stessa tempestività e lo stesso spazio dato all’imprenditore.
Dando spazio alla replica, il giornalista ha adempiuto all’Articolo 9 del Testo Unico, che impone di dare atto del punto di vista di chi viene accusato.
Se errore abbiamo commesso, e di questo ci scusiamo, è il non aver pubblicato la replica nello stesso momento che ci è stata inviata, ore 23:11 del 21/01/2026, ma già dormivano, però stamane, non appena acceso il computer e ci siamo accorti delle due mail inviate dall’assessore, la seconda a distanza di 13 minuti, 23:24, ci siamo immediatamente premurati a pubblicarla.
Questo è il nostro modo di intendere la correttezza, offrire ai lettori tutti gli elementi per farsi un’opinione.
È la base della democrazia e del codice deontologico.
Tuttavia, è bene chiarire un punto fondamentale.
Questa testata non è alle dipendenze dell’assessore, né di alcun altro potere politico.
Il nostro unico “editore” è il lettore e il nostro unico vincolo è verso la verità dei fatti.
Se questo richiamo ai “doveri del giornalista” vuole essere l’ennesimo tentativo di delegittimare il nostro lavoro o, peggio, di intimidirci per limitare la nostra libertà di cronaca, l’assessore se ne faccia una ragione, non faremo un passo indietro.
Continueremo a pubblicare le notizie che riteniamo di interesse pubblico, con il rigore di sempre, senza lasciarci condizionare da chi confonde il diritto all’informazione con il desiderio di non essere disturbato.
Invitiamo l’assessore a stare sereno, anche se capiamo che sono giornate particolari, ma noi continueremo a esercitare il nostro dovere con rigore, verificando le fonti e garantendo il contraddittorio.
Ma continueremo a farlo senza chiedere il “permesso” o il “visto” a nessuno, men che meno a chi vorrebbe spiegarci come fare e cosa scrivere, ma evidentemente l’essere stati forse gli unici ad aver pubblicato il comunicato di Maganuco, gli sarà sembrato un affronto personale.
Il direttore responsabile – Sergio Cirlinci
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