Riceviamo e pubblichiamo
“Ieri sera al convegno in biblioteca il nostro sindaco, Claudio Cipolla, e il presidente del consiglio comunale, Giovanni Randazzo, si sono mostrati per quello che sono, imbrogliando il discorso pubblico.
Di fronte alle critiche di uno dei relatori su come erano stati ristrutturati gli abbeveratoi e la Piazza, il primo, il sindaco, per la Piazza ha cercato di far passare la menzogna che erano stati i tecnici i responsabili del progetto, e che loro, i politici, non erano responsabili.
Dopo l’intervento menzognero del sindaco ho chiesto di intervenire ed ho ricordato al sindaco e fatto presente ai relatori che le cose non erano andate come il sindaco le aveva raccontate, ricordando a tutti che il progetto originario di ristrutturazione della Piazza era diverso e che era stato cambiato proprio su richiesta degli amministratori comunali di allora, che sono gli stessi di oggi.
Inoltre, ho ricordato a tutti come erano stati ristrutturati gli abbeveratoi, coi motorini elettrici ed i pannelli fotovoltaici (volanti) posizionati sugli abbeveratoi, che non sono manco buoni per dare un poco di acqua da bere ai camminatori della via Francigena.
Dopo il mio intervento, a cercare di dar manforte e sostegno al sindaco, ha chiesto di intervenire il presidente del consiglio comunale, Giovanni Randazzo, il quale ha sostenuto che la ristrutturazione delle fontane era un progetto della democrazia partecipata e che la responsabilità, quindi, era dei cittadini.
E lì, un’altra menzogna. Perchè in quel modo il presidente del consiglio voleva far passare l’idea, in modo subdolo, che pannelli fotovoltaici e motorini di riciclo erano stati pensati dai cittadini e che loro, poveretti, i politici, avevano avuto le mani legate e non avevano potuto farci niente.
In pratica, il Gatto e la Volpe per cercare di non far cattiva figura con i relatori ospiti hanno provato, ancora una volta, a mentire, cercando di attribuire agli altri, tecnici e cittadini, la responsabilità delle cattive scelte che invece avevano fatto gli amministratori.
Insomma, c’hanno provato ad imbrogliare gli ospiti.
Peccato per loro che tra il pubblico c’era chi ha ricordato come erano andate realmente le cose e le loro menzogne sono venute a galla.
Ma questa vicenda ci deve far riflettere sulla complicità, anche con le bugie più banali, dei nostri campioni politici locali.
Sono uniti, in tutto, anche nel mentire pubblicamente, solo i ruoli sono distinti: uno fa il Gatto e l’altro fa la Volpe.
Alfonso Paolino Cipolla”
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