L’ultimo capitolo del confronto tra Cardinale, già parlamentare e ministro delle Comunicazioni e l’assessore Delpopolo, raccontato sulle pagine de La Sicilia, non fa che alimentare e riaccendere i toni di uno scontro che trascende il semplice dato di cronaca.
Contattato da La Sicilia sulle recenti contestazioni sollevate dall’assessorato, Cardinale ha estratto dal repertorio giuridico un celebre brocardo latino: «De minimis non curat praetor», ovvero “il pretore non si occupa di cose di poco conto”.
Una replica tagliente che, al di là dell’effetto stilistico, anziché spegnere il dibattito finisce per inasprirlo, avvalorando integralmente quanto avevamo già evidenziato nel nostro precedente articolo.
Lo scontro sulle priorità: cosa c’è davvero in gioco
Per comprendere la portata della risposta di Cardinale occorre fare un passo indietro ed entrare nel merito del confronto:
- Le contestazioni dell’assessore Delpopolo: Da una parte, l’assessorato ha posto l’accento su aspetti specifici e dettagli gestionali, sollevando riserve che miravano a mettere in discussione l’operato e le decisioni dei vertici.
- La contromossa di Cardinale: Liquidare tali rilievi come “cose minime” significa rifiutare il terreno di scontro proposto dalla controparte, bollando le critiche di Delpopolo come meri tecnicismi o pretesti irrilevanti di fronte alla visione strategica complessiva.
La stoccata di Cardinale, tutt’altro che pacifica, punta a ridimensionare il ruolo della controparte, finendo però per esacerbare la contrapposizione politica.
Il ricorso a una massima latina per sminuire l’avversario politico conferma come il dibattito si sia ormai incanalato su due binari incomunicabili e destinati a scontrarsi ulteriormente.
L’azione politica dell’assessore Delpopolo si è progressivamente focalizzata sulla ricerca del dettaglio critico e sulla contestazione puntuale, utilizzata come vera e propria leva di pressione istituzionale. L’episodio culminante di questa strategia si è consumato proprio in aula, dove Delpopolo ha dato lettura pubblica di un articolo di stampa per evidenziare l’intenso impegno dell’ex parlamentare ed ex ministro delle Comunicazioni Cardinale nel promuovere importanti risorse e finanziamenti verso il territorio di Enna. Una mossa mirata a portare allo scoperto le scelte strategiche della controparte e a sollevare dubbi sull’equità dell’azione politica sul territorio.
Di contro, si inserisce la ferma pretesa di autorevolezza strategica con cui Cardinale liquida l’interlocutore.
Forte della propria posizione istituzionale, Cardinale rifiuta di scendere sul terreno del cavillo e del contrasto campanilistico o di dettaglio sollevato da Delpopolo, bollando l’intero dibattito come una questione irrilevante. In questo modo, l’onorevole rivendica per sé una visione politica “alta” e di più ampio respiro, sottraendosi deliberatamente al merito delle singole stoccate lanciate dall’assessorato.
La cronaca riportata dal quotidiano catanese certifica dunque quanto da noi previsto: anziché trovare una sintesi, la polemica si rinfocola, confermando quanto l’equilibrio tra le parti sia ormai compromesso, come peraltro trova ulteriore e puntuale conferma nell’ultimo comunicato diramato da Forza Italia.
Nota: Alla luce di questi ultimi sviluppi e della spaccatura ormai aperta, resta da chiedersi: chissà se adesso quanto detto in questo articolo dal Pettirosso si avvererà?
Ad Maiora
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