Mattarella ha dichiarato aperti i Giochi. Applausi al passaggio della bandiera ucraina
I Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina si aprono ufficialmente all’Arena di Verona, ma la cerimonia inaugurale somiglia più a un vertice diplomatico che a una festa (pur bellissima) dello sport. Con la formula di rito, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato aperta la manifestazione, dando il via a un’edizione che promette spettacolo sulle piste e tensione fuori.
Sono 56 i paesi al via e per cinque di loro è un debutto assoluto: El Salvador, Haiti, Montenegro, Macedonia del Nord e Portogallo. Il dato sportivo però passa quasi in secondo piano, schiacciato dal caso politico che accompagna questi Giochi: la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di riammettere Russia e Bielorussia con bandiere e inni nazionali.
Era dal 2014, dai Giochi di Sochi, che Mosca non si presentava con i propri simboli. Prima l’esclusione per lo scandalo del doping di Stato, poi il bando legato alla guerra. Non a caso Kiev, insieme ad altri 13 paesi – tra cui Germania, Regno Unito, Olanda e Polonia – ha scelto di disertare la cerimonia di apertura veronese.
In teoria, sulle piste e nei palazzetti si assegneranno 79 medaglie. In pratica, la partita più delicata si gioca sul piano simbolico: chi sale sul podio, e con quale bandiera. Il presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, Andrew Parsons, ha difeso la scelta parlando di procedura regolare: “La riammissione a pieno titolo di Russia e Bielorussia è stata il risultato di un processo democratico condotto secondo lo Statuto, con 177 voti favorevoli su 211 membri presenti al voto a Seul”. E ha aggiunto una frase destinata a far discutere: “Non possiamo essere democratici solo quando ci piace l’esito delle votazioni”.
Sul palco dell’Arena, il presidente del Coni Giovanni Malagò ha invece richiamato il contesto internazionale: “Non possiamo ignorare che questi Giochi si svolgono in un momento profondamente diviso, lacerato da guerre, dolore e sofferenza, in uno dei momenti di svolta più drammatici del nostro tempo. Proprio per questo il messaggio di pace, inclusione e solidarietà del movimento paralimpico è più importante che mai”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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