Registra una battuta d’arresto il calendario degli interrogatori preventivi nell’ambito della complessa inchiesta per corruzione e falso ideologico che gravita attorno al Cefpas (il Centro per la formazione del personale sanitario della Regione Siciliana). Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta, Santi Bologna, ha infatti disposto lo slittamento delle audizioni per alcuni dei principali indagati.
Tra chi ha richiesto e ottenuto una proroga dei termini figura il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo Afflitto. L’esponente politico, assistito dai propri legali, comparirà davanti al gip il prossimo martedì 16 giugno. Insieme a lui, lo slittamento di cinque giorni è stato concesso ad altri tre indagati coinvolti nel medesimo filone d’indagine.
Le strategie delle difese
Mentre una parte consistente degli accusati ha optato per il rinvio al fine di analizzare più approfonditamente i faldoni dell’accusa, le posizioni degli altri indagati rimangono diversificate:
–Giuseppe Capodieci, attuale direttore generale dell’Asp di Agrigento (per il quale i pubblici ministeri hanno chiesto la misura dei arresti domiciliari), ha scelto di presentarsi davanti al giudice per rispondere attivamente alle domande, respingendo gli addebiti e documentando l’estranietà ai fatti contestati.
–Vincenzo Raitano, 67 anni, funzionario regionale in pensione, ha optato per il rilascio di dichiarazioni spontanee.
–Maria Luisa Zoda, funzionaria dell’ente formativo, ha invece preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.
Il quadro accusatorio
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta e avviata nell’estate del 2023, punta i riflettori su una presunta gestione clientelare e illecita del Cefpas. Le richieste di applicazione di misure cautelari personali (tra cui il carcere e i domiciliari) avanzate dai PM lo scorso marzo riguardano in totale otto persone.
Secondo l’ipotesi accusatoria, i vertici pro-tempore dell’ente avrebbero asservito le proprie funzioni pubbliche agli interessi della politica. Al centro delle contestazioni figurano presunti favoritismi nell’assegnazione di ruoli dirigenziali a uomini di fiducia del deputato Gallo e l’attribuzione di svariati incarichi di consulenza. I reati contestati a vario titolo vanno dalla corruzione al falso ideologico.
La palla passa adesso alle udienze della prossima settimana, quando il gip, completato il quadro degli interrogatori di garanzia preventivi, sarà chiamato a sciogliere la riserva sulla convalida o meno delle misure cautelari richieste dalla Procura.
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