Non si ferma la battaglia legale intorno all’inchiesta che vede coinvolto l’on.Mancuso, Tricoli e altri, nell’indagine che ha scosso i palazzi della politica siciliana portando agli arresti domiciliari il deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso e il suo collaboratore Lorenzo Tricoli.
Da quello che si legge su varie testate, la Procura di Caltanissetta ha presentato ufficialmente ricorso in Cassazione contro la restituzione del denaro agli indagati.
La mossa dei magistrati nisseni arriva in risposta alla decisione del Tribunale del Riesame, che aveva precedentemente annullato il sequestro preventivo delle somme di denaro a carico di Mancuso, Tricoli, Carlo Rizzioli ed Ernesto Trapanese.
Ora la palla passa alla Suprema Corte: entro 30 giorni gli ermellini dovranno stabilire se confermare il dissequestro o accogliere le ragioni dell’accusa.
L’impianto accusatorio delinea un meccanismo collaudato che, tra gennaio e maggio 2025, avrebbe garantito al deputato Mancuso il passaggio di circa 12.000 euro in tre tranche.
Secondo gli inquirenti, il denaro sarebbe stato il “prezzo” per favorire l’associazione Genteemergente, destinataria di finanziamenti regionali per quasi 100 mila euro.
I tre momenti chiave ricostruiti dalle indagini descrivono un protocollo fatto di estrema cautela:
–Gennaio 2025: Il primo passaggio di 5.000 euro. Per reperire i contanti, il sistema avrebbe coinvolto un tabaccaio di Sommatino, giustificando l’operazione come acquisto di “5 marche”, da bollo, versione poi smentita dai flussi contabili.
–Metà Gennaio: Una seconda consegna di 5.000 euro, documentata dalle telecamere piazzate nell’auto di Tricoli. Lo scambio sarebbe avvenuto in un’area defilata vicino all’Asp di Caltanissetta.
-Maggio 2025: L’ultimo episodio da 2.000 euro. In questo caso, le intercettazioni registrano la richiesta di consegnare “quei documenti” (codice per il denaro) prima di un viaggio a Palermo del deputato.
Mentre per Mancuso e Tricoli permangono gli arresti domiciliari, per gli imprenditori coinvolti,Ernesto e Manuela Trapanese e Carlo Rizzioli, è scattata l’interdizione di un anno dalle attività nel settore dell’intrattenimento.
I magistrati hanno definito “non verosimili e contraddittorie” le giustificazioni fornite dagli indagati durante gli interrogatori.
Dal canto loro, i legali della difesa continuano a dare battaglia, avendo già ottenuto una prima vittoria parziale con il dissequestro delle somme, ora però nuovamente in discussione davanti alla Cassazione.
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