In Sicilia ci sono 1.423 i minori stranieri che, con lo Ius scholae, diventerebbero cittadini italiani gia nel 2024.
Numero che emerge da uno studio pubblicato dalla Svimez, l’Associazione italiana per lo sviluppo del mezzogiorno, che ha incrociato i dati del ministero dell’Istruzione con quelli dell’Istat.
A livello Italia, dei 315.906 minori stranieri che frequentano la scuola primaria, “quattro su cinque provengono da un Paese extra Ue e circa il 70% è nato in Italia”.
Con lo Ius scholae sarebbero 48mila i bambini che “potrebbero acquisire il diritto alla cittadinanza italiana”.
“La maggiore concentrazione si trova nelle aree del Nord Italia – si legge nell’analisi – ritenute più attrattive in termini di opportunità occupazionali e retributive per i genitori ma anche per una migliore accessibilità e qualità dei diritti essenziali per le famiglie. L’incidenza di stranieri sugli alunni della scuola primaria varia dal massimo del 23,2% dell’Emilia-Romagna al minimo del 3,2 per cento della Sardegna.
Tra le prime due regioni per numero assoluto di alunni della primaria, Lombardia e Campania, la differenza e di circa 17 punti percentuali: 22% contro il 4,5% per cento”.
Il dettaglio delle maggiori città italiane
La Sicilia ha un’incidenza del 4,7% di stranieri sugli alunni della scuola primaria statale.
Guardando al dettaglio delle città metropolitane, Messina ha il 5,4% seguono Catania il 3,3 e Palermo, in fondo alla lista nazionale, con il 3%.
Stringendo ancora di più il focus e andando sui singoli Comuni, il Ragusano al pari dell’entroterra calabrese è l’unica zona della Sicilia in cui l’incidenza di stranieri e paragonabile con quella delle più grandi città del Settentrione d’Italia.
Per il direttore generale della Svimez, Luca Bianchi, “lo Ius Scholae rappresenta un atto necessario di uguaglianza sociale nei confronti di bambini e ragazzi ai quali non e riconosciuto lo status giuridico di cittadini italiani pur condividendone cultura, educazione e appartenenza”
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