Il giornalista e scrittore ha annunciato che non parteciperà alla Fiera della piccola e media editoria in corso a Roma
Il giornalista e scrittore Corrado Augias ha annunciato, con una lettera aperta pubblicata su Repubblica, che non parteciperà all’edizione 2025 di “Più libri più liberi”, la Fiera della piccola e media editoria in corso a Roma.
Nel suo testo, Augias spiega di essere sempre stato “favorevole alla tolleranza”, anche verso chi la pensa diversamente, ma sottolinea che esiste un limite invalicabile: “Un conto sono gli intolleranti, un altro, ben diverso, chi si fa partecipe cioè complice delle idee di un regime criminale come il nazismo“.
L’occasione di partecipazione alla fiera romana era un incontro sull’intellettuale e antifascista Piero Gobetti, in programma nell’Arena Repubblica‑Robinson. Augias ha deciso di rinunciare, spiegando di non voler “avere nulla a che spartire” con chi, pur presente alla fiera, rappresenta ideologie o simbologie legate all’estrema destra. Il motivo scatenante della protesta riguarda la presenza, tra gli espositori della fiera, di Passaggio al Bosco, casa editrice accusata di pubblicare testi legati a nostalgie nazifasciste e misoginie ideologiche.
Nei giorni precedenti all’apertura di “Più libri più liberi”, oltre 80 autori ed editori avevano sottoscritto una lettera-appello chiedendo che l’editore fosse escluso perché il suo catalogo, secondo i firmatari, non rispetta i valori della democrazia, della Costituzione e della dignità umana. Di fronte al rifiuto dell’organizzazione di escludere l’editore, molti partecipanti di rilievo, come il fumettista Zerocalcare e il professor Alessandro Barbero, avevano già dichiarato che non sarebbero intervenuti alla fiera.
Augias motiva la sua assenza come un atto di coerenza: non una provocazione, ma la difesa di un principio. “Non ho nulla in contrario all’esistenza di un editore di dichiarate simpatie neonaziste, non gli vandalizzo le vetrine, lo lascio tranquillo, ma non voglio avere nulla a che spartire con lui, nemmeno lo spazio di un bel salone come questo”, scrive.
Ecco il testo completo della lettera: “Caro direttore, gentili amici, vi prego di comprendere le ragioni della mia assenza alla fiera Più libri più liberi. Io sono favorevole alla tolleranza, anzi la pratico – anche con gli intolleranti per scelta, per età, per temperamento. C’è però una distinzione. Un conto sono gli intolleranti un altro, ben diverso, chi si fa partecipe cioè complice delle idee di un regime criminale come il nazismo. Ricordo un lontano episodio. Un giorno si trovarono a dibattere Vittorio Foa, esponente politico e sindacale socialista, ebreo – e Giorgio Pisanò repubblichino di Salò, convinto neofascista. Il suo tentativo era di mettere sullo stesso piano le rispettive posizioni durante la guerra e l’occupazione. A un certo punto Foa disse: Pisanò sa qual è la differenza? Abbiamo vinto noi la guerra e lei oggi è senatore – se aveste vinto voi io sarei in galera. Non ho nulla in contrario all’esistenza di un editore di dichiarate simpatie neonaziste, non vado a imbrattargli le vetrine, lo lascio tranquillo – non voglio però avere nulla a che spartire con lui nemmeno lo spazio di un bel salone come questo. Spero che mi capirete scusando la mia assenza“.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it di Serena Tropea
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