Riceviamo e pubblichiamo
“La storia non ci insegna niente. Ricordo come se fosse oggi le lotte che alcuni nisseni facemmo affinché il Parco Testasecca diventasse pubblico. Solite manifestazioni, proteste, proposte, assicurazioni, e poi una bella mattina ecco una bella lottizzazione che consegna il Parco ai privati.
Una classe politica ipocrita e totalmente in malafede; sull’uso del Parco Testasecca, predicava bene e razzolava male. Fu per me, per la città una grande delusione.
Si tocco con mano che poteri occulti governavano la città alla faccia dei movimenti cittadini che chiedevano altro.
Anche i miei compagni socialisti che governavano in coabitazione con la DC, mi rassicuravano e poi sono stati complici, nottetempo.
Non potevo mai immaginare che a distanza di tanti anni, con sensibilità diverse, con generazioni diverse, sarebbe accaduto lo stesso increscioso fatto.
In difesa di un simbolo identitario che era l’Antenna Rai, sono scesi in campo le migliori parti vive della città, dalla Pro Loco ai radioamatori, dalla Lega Ambiente ad Italia Nostra.
Sapevamo che la battaglia era dura, ma governavano quelli delle nuove generazioni che ritenevamo più sensibili e più attenti alle esigenze dei cittadini.
Io come sempre in prima linea , a stimolare, a raccogliere consenso per evitare che un simbolo di Caltanissetta fosse cancellato.
Ancora ipocrisie, bugie, malafede, in una classe politica che guidava la città, priva di ogni interesse reale per la città.
Davanti all’immobilismo della Giunta Ruvolo e Gambino, non sono bastate le ridicole liturgie fatte in Consigli Comunali che deliberavano l’acquisizione dell’area dell’Antenna, che regolarmente venivano disattese da chi aveva l’obbligo di ottemperare all’indirizzo politico.
Per non parlare dello spettacolo indecoroso della Soprintendenza che con la complicità della Regione Siciliana, prima decretava vincoli e poi li toglieva alla bisogna, come se un decreto che tutela un ambiente può essere messo e tolto ad orologeria.
Poi ciò che sembrava mai dovesse accadere: l’antenna è stata abbattuta.
Ci saranno delle colpe? Cosa importa.
Ci sono certamente dei responsabili che hanno lavorato contro i desideri di gran parte dei cittadini.
Qualcuno ha detto che “ alla fine era solo un pezzo di ferro”. Sì lo era. Ma per me, per molti, al rientro a casa vedere quelle lucine rosse mi incuocevano un sentimento di gioia per il rientro a casa. Questa sensazione non l’avremo più.
Forse l’area sarà urbanizzata e ancora una volta la storia si ripeterà. In sfregio ai cittadini.
Un ulteriore dimostrazione che se la città muore, molti devono interrogare la propria coscienza. Nella ormai sempre più vana speranza che i nisseni si sveglino, chissà che un giorno qualcuno valuterà magari che in questa vicenda qualcosa di poco chiaro forse c’è.
Giuseppe D’Antona”
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