Lo spopolamento del Centro Sicilia evoca quegli esodi di massa degli anni Cinquanta e Sessanta, quando dalla terra non si traevano più le risorse necessarie per sopravvivere e si cercava altrove, lontano da casa, quanto bastava almeno per mangiare.
Oggi le soglie di povertà si sono terribilmente dilatate, soprattutto al Sud. E le pensioni dei genitori e dei nonni non bastano più a soddisfare le esigenze minime dei giovani.
Ma c’è un paradosso: mentre i giovani se ne vanno in cerca di fortuna, in edilizia non si trovano più operai specializzati e gli artigiani sono sommersi da impegni, al punto da dover rinunciare a commesse che non riescono a soddisfare.
Manca una visione regionale di sviluppo economico. Ma anche a livello locale, i sindaci amministrano in condizioni disperate. Eppure, qualcosa di più si può e si deve fare.
RESTARE propone il Tavolo Civico di Programmazione: un modello di co-progettazione e co-programmazione che coinvolga istituzioni, imprese e cittadini. Ma anche il mondo datoriale deve svegliarsi, perché negli ultimi vent’anni è cambiato il modo di lavorare e di cercare finanziamenti. E le aspettative di migliaia di giovani, che chiedono finanziamenti per avviare attività produttive, devono interrogare il sistema bancario sul suo ruolo di volano delle economie locali.
Non abbiamo ricette pronte. Ma siamo certi che vada privilegiato il confronto intergenerazionale, lo studio, la conoscenza, il sapere.
Il secondo fronte è altrettanto urgente, e forse più drammatico.
Le cronache di tutti i giorni riportano fenomeni gravissimi di disagio giovanile. Problemi di salute mentale che colpiscono trasversalmente tutti i ceti sociali. Il rifugio in terapie farmacologiche spesso inefficaci non riduce l’entità del fenomeno. In molti casi, l’ulteriore rifugio nell’assunzione di droghe e superalcolici genera un pericolo sociale di dimensioni paurose.
Le forze di polizia registrano, attraverso gli alcoltest, un uso diffuso di queste sostanze. E quante volte questa abitudine si rivela solo facendo l’autopsia. Morti annunciate.
Giovani che sfogano la loro rabbia guidando motociclette, scooter, automobili, spesso macchiandosi di omicidio stradale o perdendo la propria vita. Non c’è più sicurezza per le strade e non si può addossare alle forze dell’ordine la responsabilità. Il problema è gigantesco.
Le famiglie sono lasciate sole a gestire enormi difficoltà. Eppure, anche loro, senza semplificazioni, dovrebbero fare qualcosa in più sotto l’aspetto educativo.
Le Istituzioni pubbliche e private devono studiare e applicare le migliori soluzioni condivise. RESTARE propone un Laboratorio Permanente sulla Salute e la Sicurezza: un modo per iniziare a impegnarsi seriamente nella ricerca di soluzioni utili, non fantasiose.
Non c’è più tempo. Il Centro Sicilia non può permettersi di perdere un’altra generazione.–
Maurizio NicosiaSegretario Politico RESTARE

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