Osservare le dinamiche della politica internazionale per trarre indicazioni utili al futuro dei nostri territori. È questo il presupposto alla base della riflessione sollevata dall’ex sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, che muove l’analisi dagli esiti delle elezioni di midterm negli Stati Uniti per aprire un confronto sul metodo di selezione della futura classe dirigente in Sicilia.
Al di là del dato elettorale e del successo ottenuto dai Democratici americani, Ruvolo sposta l’attenzione sul profilo delle figure che hanno saputo conquistare la fiducia dei cittadini: medici, insegnanti, professionisti, amministratori locali. Ambiti e percorsi eterogenei tra loro, accomunati da tratti ben precisi: competenza, moderazione, credibilità personale, conoscenza diretta dei problemi e autorevolezza.
“La qualità della democrazia comincia anche dalla qualità delle candidature” osserva l’ex primo cittadino nisseno, individuando in questa affermazione il nodo centrale da sciogliere in vista delle prossime scadenze elettorali per il governo della Regione Siciliana.
Oltre gli accordi di palazzo
Secondo la visione espressa da Ruvolo, l’individuazione di una candidatura unitaria alla guida dell’isola non può tradursi nell’ennesima trattativa riservata tra partiti, correnti e gruppi dirigente. Al contrario, la scelta della leadership dovrebbe rappresentare l’approdo naturale di un percorso di confronto pubblico e trasparente, imperniato sulla reputazione, sulle competenze e sulla capacità di ascolto. Una svolta metodologica considerata indispensabile per riallacciare il dialogo con un elettorato sempre più sfiduciato ed estraneo alla partecipazione politica.
Le sfide aperte dell’isola
L’esigenza di affidarsi a profili adatti nasce dalla portata delle emergenze strutturali con cui la Sicilia continua a fare i conti:
- Sanità pubblica: la necessità prioritaria di rilanciare e riorganizzare le prestazioni sul territorio.
- Spopolamento giovanile: il flusso costante di giovani costretti ad abbandonare la propria terra.
- Infrastrutture e crisi idrica: carenze che condizionano gravemente le prospettive di crescita locale.
- Lavoro e aree interne: il contrasto alla precarietà occupazionale e l’isolamento dei comuni dell’entroterra.
Per affrontare quadri così complessi, evidenzia l’ex sindaco, occorrono personalità che abbiano già dato prova di capacità analitica e visione progettuale.
Un appello trasversale
L’intervento si chiude con una sollecitazione rivolta a tutte le forze politiche, ai movimenti civici, alle associazioni e alla cittadinanza. La partita per il futuro della Sicilia non si gioca soltanto sul nome che rappresenterà una coalizione, ma sull’idea di governo, sul livello di responsabilità e sulla qualità dei processi con cui si sceglie la guida della comunità.
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