Intanto dopo l’annuncio del blocco americano dello Stretto il petrolio è salito di nuovo oltre i 100 dollari al barile. E le Borse asiatiche sono andate male
Quarantacinquesimo giorno in Medio Oriente, il quindi con un fragilissimo cessate il fuoco che non funziona per il Libano. Trump ha annunciato il blocco dello Stretto di Hormuz e poi se l’è presa anche con il Papa. Tutti gli aggiornamenti:
8:30 – IL PETROLIO OLTRE I 100 DOLLARI
La minaccia di Donald Trump di imporre un blocco allo Stretto di Hormuz ha fatto ovviamente risalire il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile.
Su X il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha risposto pubblicando una mappa dei distributori di benzina nelle vicinanze della Casa Bianca. Con messaggio esplicito: “Godetevi le attuali cifre del rialzo. Con il cosiddetto ‘blocco’, presto proverete nostalgia per la benzina a 4–5 dollari”.
8:00 – TRUMP: “NON MI INTERESSA”
Trump ha detto (tra le altre cose) di non preoccuparsi se l’Iran tornerà a negoziare con gli Stati Uniti dopo che i colloqui del fine settimana in Pakistan si sono conclusi senza un accordo. “Non mi interessa se tornano o no”, avrebbe detto Trump ai giornalisti domenica alla base militare di Joint Base Andrews, nel Maryland, al suo ritorno dalla Florida. “Se non tornano, per me va bene”.
7:30 – L’ALLARME DELL’ONU: 32 MILIONI DI NUOVI POVERI
Oltre 32 milioni di persone in tutto il mondo potrebbero precipitare nella povertà a causa delle ripercussioni economiche della guerra con l’Iran, e i paesi in via di sviluppo che dovrebbero essere i più colpiti. Lo ha scritto in un rapporto il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). Il rapporto afferma che il mondo sta affrontando un “triplice shock” che coinvolge energia, cibo e una crescita economica più debole.
7:00 – COME FUNZIONA IL BLOCCO DI UNO STRETTO GIA’ BLOCCATO
Dalle 16 italiane di oggi le navi da e per i porti iraniani non passeranno più Hormuz. Trump lo ha detto domenica, con la consueta miscela di esagerazione e vaghezza, dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan. Lo Stretto sarà ancora più stretto.
Sul piano militare, i dettagli restano scarsi. L’esercito americano ha chiarito che saranno bloccate le navi, di ogni nazionalità, dirette verso un porto iraniano, o verso l’area costiera iraniana, o in uscita da un porto o dall’area costiera iraniana, sia nel golfo Persico che nel golfo di Oman.
Ma quante navi da guerra saranno impiegate? Ci saranno aerei da combattimento? Parteciperà qualche alleato del Golfo? Il Pentagono tace, per ora. Quello che sembra certo, secondo gli esperti, è che non si sparerà sulle petroliere: il rischio di disastro ambientale è troppo alto. L’opzione più probabile è la pressione psicologica prima, e le squadre d’abbordaggio poi.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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