Al cinquantunesimo giorno della guerra tra Iran e Usa resta alta la tensione dopo la nuova chiusura dello stretto di Hormuz
Al cinquantunesimo giorno della guerra tra Iran e Usa resta alta la tensione dopo la nuova chiusura dello stretto di Hormuz. Il capo negoziatore di Teheran e presidente del parlamento, Mohammad-Bagher Ghalibaf, ha affermato che sono stati compiuti progressi nei negoziati con gli Stati Uniti, ma la fine dei contrasti non è ancora vicina. “Su alcune questioni si è giunti a delle conclusioni durante i negoziati, su altre no; siamo ancora lontani da un accordo definitivo“, ha affermato Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran. Il presidente ha, poi, ribadito che lo stretto di Hormuz rimane sotto il controllo dell’Iran e il traffico delle navi sarà limitato fin quando gli Usa manterranno il blocco sui porti.
Nel frattempo, negli Usa – secondo quanto rivela Axios, citando due funzionari statunitensi – il presidente Trump avrebbe convocato una riunione nella Situation Room della Casa Bianca per discutere della nuova crisi e dei nuovi passi da fare nei negoziati con l’Iran, anche se non c’è una data. È un momento critico dato che martedì sera, se non sarà prolungato, scadrà il cessate il fuoco di due settimane.
19:00 – L’IRAN NEGA UN SECONDO ROUND DI COLLOQUI, CITANDO LE “RICHIESTE ECCESSIVE DI WASHINGTON”
L’Iran ha negato di aver accettato di partecipare a un secondo round di colloqui di pace, che secondo gli Stati Uniti è previsto per domani. Lo riporta Al Jazeera.
“Le richieste eccessive di Washington, le aspettative irrealistiche, i continui cambi di posizione, le ripetute contraddizioni e il blocco navale in corso, che Washington considera una violazione del cessate il fuoco”, riporta l’agenzia di stampa ufficiale IRNA. “Le notizie pubblicate riguardo al secondo round di negoziati a Islamabad non sono vere. Le notizie pubblicate dagli Stati Uniti sono parte del loro gioco mediatico e del ‘gioco delle colpe’ per fare pressione sull’Iran”.
16:30 – MINISTERO DEGLI ESTERI IRANIANO: IL BLOCCO STATUNITENSE VIOLA IL CESSATE IL FUOCO E “COSTITUISCE UN CRIMINE DI GUERRA”
Il blocco statunitense dei porti iraniani costituisce una violazione dell’accordo di cessate il fuoco ed è “illegale e criminale”, ha dichiarato Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. “Il cosiddetto ‘blocco’ imposto dagli Stati Uniti ai porti e alle coste iraniane non solo viola il cessate il fuoco mediato dal Pakistan, ma è anche illegale e criminale”, ha scritto Baqaei su X.
Baqaei ha inoltre affermato che il blocco viola la Carta delle Nazioni Unite e costituisce un atto di aggressione. “Inoltre, infliggere deliberatamente una punizione collettiva alla popolazione iraniana equivale a un crimine di guerra e a un crimine contro l’umanità”.
16:00 – TRUMP: “GLI STATI UNITI A ISLAMABAD LUNEDÌ PER I NEGOZIATI CON L’IRAN”
Donald Trump ha dichiarato su Truth Social che i suoi rappresentanti saranno a Islamabad lunedì sera per ulteriori negoziati. “Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole, e spero che lo accettino perché, se non lo faranno, gli Stati Uniti distruggeranno ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran“, ha scritto Trump .
13:00 – IDF: HEZBOLLAH HA APERTO IL FUOCO CONTRO UNIFIL
“L’intelligence delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) conferma: Hezbollah ha aperto il fuoco contro le forze Unifil durante il cessate il fuoco, uccidendo e ferendo alcuni militari”, si legge in un messaggio su X delle Idf. “Una cellula terroristica di Hezbollah ha aperto il fuoco contro le forze Unifil mentre queste tentavano di bonificare la zona di Al-Ghandouriyah, nel Libano meridionale, da ordigni inesplosi”, si legge ancora. E ancora: “A seguito dello scontro a fuoco, un militare Unifil è rimasto ucciso e altri tre sono rimasti feriti, due dei quali in modo grave”.
10:40 – SECONDO FONTI PAKISTANE, I NEGOZIATI DOVREBBERO RIPRENDERE IN SETTIMANA
Secondo due fonti (anonime) della sicurezza pakistana citate da Al Jazeera, i negoziati tra Stati Uniti e Iran si terranno in settimana: probabilmente prima di venerdì. Al sito hanno fatto sapere che “due aerei da trasporto pesante statunitensi, dei C-17 Globemaster, sono atterrati alla base aerea di Noor Khan a Rawalpindi, vicino alla capitale pakistana Islamabad”. Hanno aggiunto che “le strade che collegano l’aeroporto alla Zona Rossa di Islamabad sono state temporaneamente chiuse, a indicare un rafforzamento delle misure di sicurezza”. Infine, le fonti hanno affermato che “sia l’hotel Serena che il Marriott di Islamabad vengono evacuati e non saranno accettate nuove prenotazioni fino a venerdì“. Come ricorda Al Jazeera, il primo hotel ha ospitato il primo round di negoziati tra Usa e Iran lo scorso 11 aprile.
10:30 – IRAN, IL PRESIDENTE PEZESHKIAN: “TRUMP NON PUÒ PRIVARCI DEL DIRITTO NUCLEARE”
“Trump dice che l’Iran non può avvalersi dei suoi diritti nucleari, ma non specifica per quale crimine. Chi è lui per privare una nazione dei suoi diritti?“. Lo ha detto il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian in un’intervista ripresa da Al Jazeera.
07:00 – PAPA LEONE: NON È MIO INTERESSE DIBATTERE CON TRUMP. JD VANCE: GRATO PER LE SUE PAROLE
A bordo del suo volo per l’Angola, nuova tappa del viaggio apostolico in Africa, Papa Leone XIV ha dichiarato che le affermazioni fatte nei suoi discorsi non sono riferite a Donald Trump. Il pontefice, tra le altre cose, aveva detto: “Il mondo è devastato da una manciata di tiranni”. Quel discorso, nello specifico, “era stato preparato due settimane prima, ben prima che il presidente commentasse me e il messaggio di pace che sto promuovendo”. Prevost ha aggiunto: “A quanto pare, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere con il presidente, cosa che non è affatto nel mio interesse”.
Su X, il vicepresidente JD Vance ha ringraziato il papa per il chiarimento: “Sono grato a Papa Leone per aver detto questo. Mentre il racconto mediatico alimenta costantemente conflitti – e sì, disaccordi reali sono avvenuti e continueranno a verificarsi – la realtà è spesso molto più complicata. Papa Leone predica il vangelo, come dovrebbe fare, e questo inevitabilmente significa che offre le sue opinioni sulle questioni morali del giorno. Il Presidente – e l’intera amministrazione – lavora per applicare quei principi morali in un mondo caotico. Sarà nelle nostre preghiere, e spero che noi saremo nelle sue”.
04:00 – TRUMP ELOGIA ISRAELE: “GRANDE ALLEATO, A DIFFERENZA DI ALTRI”
Nella notte il presidente Trump è tornato a scrivere sul suo social Truth e in un post ha elogiato Israele: “Che piaccia o no, Israele ha dimostrato di essere un grande alleato degli Stati Uniti d’America. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti e, a differenza di altri che hanno mostrato il loro vero volto in momenti di conflitto e stress, Israele combatte con tenacia e sa come vincere!”.
00.00 – IL SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU CONDANNA L’ATTACCO ALL’UNIFIL IN LIBANO
Il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, in un post su X, ha condannato “fermamente l’attacco di sabato contro l’Unifil, durante il quale un casco blu francese è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti”. Nel suo messaggio ha aggiunto: “Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del casco blu caduto, e formulo i miei auguri di una completa e rapida guarigione ai cascosicuri feriti. Si tratta del terzo incidente nelle ultime settimane che ha causato la morte di caschi blu in servizio in Libano. Questi attacchi devono cessare. Tutti gli attori devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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