Il Consiglio Comunale di ieri a Caltanissetta si è trasformato in un palcoscenico di tensioni e in un inatteso colpo di scena, insomma un vero e proprio giallo politico
Al centro della “bagarre” la votazione della variazione di bilancio che prevede, tra le altre cose, lo stanziamento di 700mila euro destinati a una cruciale transazione, quella sulla Piscina.
Ieri l’aria si è fatta pesante sin dalle prime battute, come documentato in questo articolo, con schermaglie tra l’assessore Del Popolo e diversi consiglieri di opposizione, con l’assessore che ultimamente sembra aver assunto il ruolo, calcisticamente parlando, di un difensore puro che non disdegna il ruolo di attaccante, a costo anche di commettere qualche fallo da ammonizione, quando vede la retroguardia in pericolo.
Il vero nodo, tuttavia, è emerso con la discussione sul passaggio prettamente finanziario.
L’opposizione, nella persona del consigliere Vagginelli, ha sollevato un quesito procedurale e politico di non scarsa rilevanza. “Perché la proposta della transazione non è stata preceduta da un atto di Giunta che ne approvasse i termini e la strategia?”
Secondo l’opposizione, demandare l’approvazione diretta al Consiglio Comunale, in assenza di un preventivo atto di giunta, configura un palese tentativo di “scaricare la responsabilità” su tutta l’assemblea.
Ciò ha messo e metterebbe un domani, qualora lo schema di transazione venisse portata in aula per il voto del consiglio, i consiglieri di minoranza di fronte a un dilemma politico insidioso.
Votare contro significava e significherebbe esporsi all’accusa, esplicitamente già paventata in aula, di voler “remare contro” l’interesse della collettività e di farne una mera questione politica, bloccando di fatto una potenziale soluzione a un contenzioso.
Il tutto mentre ancora qualche consigliere aspetta di ricevere la documentazione chiesta con un accesso agli atti.
Di fronte a questa situazione, l’opposizione ha scelto la via più drastica, l’uscita dall’aula, determinando la mancanza del numero legale necessario per proseguire la seduta.
Dopo il rinvio, quando i lavori sono ripresi, la scena si è fatta ancor più singolare.
Tutti o quasi si aspettavano che la minoranza fosse tutta assente, ma erano presenti, tra i banchi di riservati all’opposizione, solo i due consiglieri del gruppo Orgoglio Nisseno.
Un gruppo che, come fu commentato a suo tempo, sembra vivere in una sorta di “limbo” politico, una condizione che affonda le radici in vicende ben note, cioè la possibile nomina del loro leader come assessore anche dopo il voto alle scorse elezioni provinciali in favore del candidato della maggioranza.
Il Consiglio si è riaccomodato e il numero legale verificato.
A quel punto, in un momento decisivo che non è sfuggito a chi assisteva alla seduta, i due consiglieri, che, stando alle indiscrezioni, erano stati visti poco prima accedere alla stanza del Sindaco, hanno di fatto votato favorevolmente sia la proposta di variazione di bilancio “contestata” che la successiva.
Adesso, l’interrogativo che sorge spontaneo e che merita un chiarimento è questo: cosa ha spinto i due consiglieri a cambiare rotta e votare in accordo con la maggioranza dopo una seduta così carica di tensione?
Viene anche da chiedersi che senso abbia il futuro passaggio in aula per l’approvazione della transazione se a questo punto i soldi sono già destinati, basterebbe un atto di giunta e si eviterebbe un passaggio che a molti sembrerebbe inutile ma che probabilmente vuol “scaricare” la responsabilità sul consiglio e su coloro che in quella seduta voteranno a favore
Non è semplice curiosità giornalistica, ma una legittima richiesta di trasparenza che i due esponenti di Orgoglio Nisseno dovrebbero ai cittadini, in particolare, la devono a quegli elettori che li hanno votati con la chiara convinzione che la loro azione in Consiglio fosse in netta opposizione all’attuale Amministrazione.
Un chiarimento è dovuto per sciogliere questo giallo politico e per ristabilire la chiarezza delle posizioni in un momento cruciale per le finanze comunali e la politica locale.
Altro chiarimento, ma questa volta a darlo dovrebbe essere il sindaco, che riguarda una prossima sua richiesta, da parte della consigliera Petitto, di un consiglio comunale monotematico prettamente politico sulla compagine della giunta che annovera due assessori in quota Cuffaro e Romano, al centro di una pesantissima inchiesta giudiziaria con risvolti politici persino alla Regione.
Assisteremo ad un rimpasto o a cosa, ovviamente le bocche sono super cucite, ma quando consiglieri e cittadini chiedono, specialmente su temi cruciali, non si possono eludere le risposte, anche perchè si sa chiedere è lecito, rispondere è cortesia, in questo caso risposte istituzionale e non solo. Ad Maiora
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