Il presidente degli Stati Uniti ha chiuso la campagna elettorale per le elezioni di metà mandato con un comizio ad alto tasso di tensione al Lincoln Memorial. Tra promesse di assegni in denaro, toni apocalittici e lo spettro di un Congresso in mano ai democratici.
A poche ore dall’apertura dei seggi per le elezioni di metà mandato, Donald Trump si è giocato il tutto per tutto con un appello alle urne dai toni infuocati. Scegliendo la cornice simbolica del Lincoln Memorial di Washington, il presidente statunitense ha blindato la volata finale definendo queste elezioni «le più importanti della nostra storia».
Con la Reflecting Pool alle spalle e forte dei 30 comizi tenuti in 32 giorni, il tycoon ha alzato lo scontro politico appellandosi direttamente agli elettori repubblicani: «Votate e non consentite ai jihadisti e ai comunisti democratici di vincere». Un messaggio duro, volto a compattare la base di fronte al rischio concreto di una sconfitta storica.
La campagna dei record e le promesse agli elettori
Nel corso dell’intervento, Trump ha rivendicato i risultati economici e geopolitici della sua amministrazione – dai tagli fiscali alla linea dura sull’immigrazione, fino al blocco del programma nucleare iraniano – tentando di scacciare l’incubo di un mandato ridotto a un’“anatra zoppa”.
Per mobilitare l’elettorato, il presidente non ha risparmiato promesse economiche a effetto, arrivando a garantire un assegno da 5.000 dollari per ogni cittadino adulto in caso di vittoria del Grand Old Party, contrapponendolo a foschi scenari economici: “Se vinceranno i democratici, invece, avrete una depressione come nel 1929”.
Il vento in poppa dei Democratici e i timori repubblicani
La mobilitazione di Trump arriva in un momento di forte tensione per i repubblicani. Il boom del voto anticipato – che ha visto quasi 56 milioni di americani esprimersi prima dell’apertura ufficiale dei seggi – alimenta l’ottimismo del fronte liberal.
Gli ultimi sondaggi, tra cui le rilevazioni di New York Times-Siena e le analisi di Nate Silver, dipingono uno scenario in salita per la Casa Bianca: la riconquista della Camera da parte dei democratici è data per altamente probabile, mentre si registrano forti pressioni anche sugli equilibri del Senato, tradizionalmente roccaforte conservatrice.
Mentre si consumano le ultime ore di attesa e i timori di un possibile “tsunami blu” agitano i vertici del partito, il destino dei prossimi due anni di presidenza Trump è ora interamente nelle mani degli elettori americani.
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