In un clima di altissima tensione regionale, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso domani a Mosca per un incontro cruciale con il Presidente russo Vladimir Putin. La visita, confermata ufficialmente sia da Teheran che dal Cremlino, rappresenta un passaggio fondamentale nel tentativo di gestire il conflitto che vede contrapposti l’Iran, gli Stati Uniti e Israele.
Il tour diplomatico di Araghchi
Araghchi arriva in Russia dopo una serie di tappe serrate a Islamabad (Pakistan) e Muscat (Oman). Secondo fonti diplomatiche, il ministro avrebbe ricevuto il “via libera” dal governo iraniano per discutere i dettagli di una proposta di accordo mediata dal Pakistan da sottoporre agli Stati Uniti.
Prima di partire per la capitale russa, Araghchi ha descritto i colloqui in Pakistan come “molto fruttuosi”, sottolineando la volontà di Teheran di trovare un quadro di lavoro praticabile per porre fine in modo permanente alle ostilità. Tuttavia, resta il dubbio sulla reale volontà di Washington di riaprire i canali della diplomazia, con Araghchi che su X ha commentato: “Dobbiamo ancora vedere se gli Stati Uniti sono davvero seri riguardo alla diplomazia”.
I temi sul tavolo con Putin
L’incontro con Putin non riguarderà solo la cooperazione bilaterale, ma si concentrerà su tre pilastri strategici:
- Frenare l’offensiva: L’Iran cerca il sostegno politico e strategico della Russia per contrastare quella che definisce la “guerra imposta” da USA e Israele.
- Stretto di Hormuz: Recentemente, il vicepresidente del Parlamento iraniano ha ribadito che lo Stretto di Hormuz non tornerà alla sua condizione precedente, seguendo l’ordine della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, un punto che preoccupa i mercati globali dell’energia.
- Accordo Strategico: La visita avviene nel contesto del Trattato di Partenariato Strategico Globale tra Russia e Iran, recentemente entrato in vigore, che cementa l’alleanza tra i due Paesi in funzione anti-occidentale.
Il contesto internazionale
Mentre la diplomazia corre a Mosca, da Washington arrivano segnali contrastanti. Il Presidente Donald Trump ha recentemente esteso il cessate il fuoco con l’Iran per concedere a Teheran il tempo di formulare una proposta unificata, ma ha anche annullato missioni diplomatiche chiave in Pakistan, lamentando una “mancanza di leadership chiara” nella controparte iraniana.
La Russia, dal canto suo, sembra intenzionata a giocare il ruolo di mediatore di peso, cercando di stabilizzare il fronte mediorientale per evitare che il conflitto si espanda ulteriormente verso il Caucaso e l’Asia Centrale.
L’incontro di domani potrebbe segnare una svolta: o l’apertura di un corridoio negoziale concreto grazie alla mediazione russa, o l’irrigidimento definitivo di un asse Mosca-Teheran pronto a sfidare frontalmente la pressione militare e sanzionatoria degli Stati Uniti.
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