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Netanyahu e la “capitolazione catastrofica”: Israele a lutto per l’accordo

Last updated: 18/06/2026 16:03
By Redazione 72 Views 4 Min Read
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EYAL ZAMIR CAPO DI STATO MAGGIORE DELLE FORZE DI DIFESA ISRAELIANE IDF, BENJAMIN NETANYAHU PRIMO MINISTRO ISRAELE, ISRAEL KATZ MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI ISRAELIANO
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Per tutti gli analisti il memorandum è una sconfitta per il primo ministro israeliano. E ora tutti si chiedono come reagirà

 Israele s’è risvegliata sconfitta. Secondo i principali analisti, l’accordo firmato tra Usa e Iran mette Netanyahu in una posizione “terribile”. “È un pessimo accordo in cui gli americani pagano in contanti e, al massimo, ottengono una lettera d’intenti”, ha detto Yaakov Amidror, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Netanyahu, noto per le sue posizioni intransigenti. David Horovitz, direttore del Times of Israel, ha titolato il suo lungo editoriale “una capitolazione catastrofica”. Nir Dvori, analista del Canale 12, è andato oltre: ha paragonato l’accordo a un “7 ottobre diplomatico”.

Il regime di Teheran, decapitato nei suoi vertici alla fine di febbraio, esce dalla guerra più intransigente e più audace di prima. Il New York Times fa notare che alcuni analisti sostengono che l’Iran abbia di fatto ottenuto il ritiro dell’esercito americano dalla regione, dato che l’accordo prevede l’allontanamento delle forze Usa dalla “vicinanza” all’Iran entro 30 giorni. Missili balistici e milizie per procura – Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen – non vengono nemmeno sfiorati dal testo. L’accordo, anzi, vincola Israele in Libano imponendole un ritiro che prima della guerra non era contemplato. E le centinaia di miliardi che l’Iran potrebbe ricevere tra allentamento delle sanzioni, sblocco di asset e fondi per la ricostruzione rischiano di alimentare esattamente ciò che Gerusalemme voleva smantellare: missili e milizie alleate in tutto il Medio Oriente.

Sul nucleare – la minaccia esistenziale che Netanyahu ha dichiarato di voler eliminare per tutta la sua carriera, e la ragione principale per cui Trump è entrato in guerra – il memorandum rimanda tutto a una fase successiva dei negoziati. Niente smantellamento, niente scadenze vincolanti: solo la promessa di tornare a parlarne.

Netanyahu e i vertici del suo governo non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche durante la notte. Il compito di presentare l’accordo nella luce migliore è toccato ai ministri di secondo piano. Amichai Chikli, ministro per gli affari della diaspora, ha ipotizzato in un’intervista radiofonica che Netanyahu saprebbe come dire di no a Trump sul ritiro dal Libano, così come ha saputo “portare gli Stati Uniti in questa guerra”.

Una lettura più sobria, e più amara, è venuta da Chuck Freilich, ex vice consigliere per la sicurezza nazionale israeliano: “Stiamo rimodellando la regione. L’Iran ne è uscito rafforzato e credo che ora sia la potenza egemone regionale. Si è opposto agli Stati Uniti, la superpotenza globale. Possono avere missili e nell’accordo non c’è scritto nulla sulla questione nucleare, se non che ne parleremo. Questa è una vittoria iraniana sugli Stati Uniti e su Israele”.

Fonte Agenzia Dire ww.dire.it

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EYAL ZAMIR CAPO DI STATO MAGGIORE DELLE FORZE DI DIFESA ISRAELIANE IDF, BENJAMIN NETANYAHU PRIMO MINISTRO ISRAELE, ISRAEL KATZ MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI ISRAELIANO

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