Riceviamo e pubblichiamo
“All’Ufficio del Commissario di Governo Piazza Ignazio Florio24 90139 Palermo
Alla Soprintendente BB.CC.AA. di Caltanissetta arch. Daniela Vullo
Al Sindaco del Comune di Mussomeli on. Giuseppe Catania
Al Presidente dell’Ordine degli Architetti di Caltanissetta arch. Rosetta Galiano
Agli organi di stampa e informazione
In questi giorni, ci giunge notizia di un progetto di consolidamento della rupe su cui è incastonato il Castello di Mussomeli (progetto elaborato nel più completo riserbo), mediante l’invadente uso di tiranti e reti metalliche. Un’operazione che, indiscutibilmente, va a modificare il monumento in modo deteriore e invasivo.
Tale progetto è, tra l’altro, a firma di un gruppo di ingegneri. Ricordiamo che, in Italia, la presenza dell’architetto è obbligatoria per il restauro di monumenti e beni culturali vincolati, in quanto la progettazione richiede competenze specifiche in ambito storico-artistico e di conservazione, sostanzialmente esclusive della figura dell’architetto. Numerose sentenze della Cassazione, del Consiglio di Stato e il R.D. 2537/1925 confermano che la progettazione e la direzione lavori su edifici vincolati, o di interesse storico-artistico, sono di competenza prevalente dell’architetto. Da parte della Soprintendenza, per il rilascio di un’autorizzazione di cui al D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali), il progetto deve essere firmato da professionisti abilitati, tra i quali almeno un architetto specializzato in restauro. Sebbene l’architetto sia fondamentale per l’aspetto storico-architettonico, il restauro può richiedere un team multidisciplinare, come ingegneri per le strutture o restauratori per superfici storiche. Per i monumenti soggetti a vincolo diretto, come il Castello di Mussomeli, la figura dell’architetto è centrale, cioè l’architetto è quasi sempre la figura progettuale di riferimento.
Ciò premesso, il sito è tutelato dal Piano Paesaggistico della Provincia di Caltanissetta, le cui prescrizioni relative alle aree individuate ai sensi dell’art. 134 del Codice dicono:
6e. Complesso del Castello Chiaramontano.
Livello di tutela 3 – Obiettivi specifici. Tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico attraverso misure orientate alla fruizione delle vedute e del panorama; la tutela delle emergenze geologiche e geomorfologiche.
In queste aree non è consentito:
attuare le disposizioni di cui all’art. 22 L.R. 71/78 e le varianti agli strumenti urbanistici comunali ivi compresa la realizzazione di insediamenti produttivi, previste dagli artt. 35 l.r. 30/97 e 89 l.r. 06/01 e s.m.i.; realizzare infrastrutture e reti; realizzare tralicci, antenne per telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia, anche da fonti rinnovabili escluso quelli destinati all’autoconsumo e/o allo scambio sul posto architettonicamente integrati negli edifici esistenti.
Pertanto riteniamo del tutto improprie le invasive reti metalliche sul peculiare Castello della Provincia di Caltanissetta.
Infatti, in sede di Conferenza dei Servizi, la Soprintendenza dei BB.CC.AA. di Caltanissetta ha espresso parere favorevole inserendo le seguenti prescrizioni: “VISTAla relazione paesaggistica, la relazione geologica e la relazione generale; ACCERTATA la compatibilità del progetto con i valori paesaggistici riconosciuti
e tutelati dal Piano Paesaggistico, questa Soprintendenza, AUTORIZZA, per quanto di competenza, ai sensi dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004, i lavori di consolidamento del costone roccioso su cui sorge il Castello Manfredonico di Mussomeli alle seguenti condizioni:
– L’intervento di protezione diffuso, indicato nella relazione geologica come opere di intervento di difesa passiva, non sia effettuato con pannelli in fune ma come suggerito nella stessa relazione “…si può ricorrere anche ad iniezioni nell’ammasso roccioso di miscele appositamente realizzate (sospensioni, soluzioni, emulsioni) che ripristinano la continuità materiale in corrispondenza dei vuoti aumentandone la resistenza meccanica…”
– In ogni caso tutti gli interventi di consolidamento, effettuati anche attraverso iniezioni di miscele cementizie o con altra tecnica, non dovranno avere impatto esteriore sulla ‘rocca’, ritenuta architettonicamente e paesaggisticamente parte integrante del Castello. Pertanto, superficialmente dovrà effettuarsi un intervento di ‘listatura’ delle sarciture con malta la cui colorazione sia simile a quella della roccia.
Traducendo: non è consentito l’uso di reti metalliche.
A seguito di un primo sopralluogo avvenuto in data 30.06.2023 a cui erano presenti i progettisti e il R.U.P. si è stabilito di effettuare un incontro sui luoghi congiunto con i tecnici della Soprintendenza di Caltanissetta al fine di valutare la possibilità di modificare le suddette prescrizioni, in quanto non in grado di garantire un intervento di consolidamento efficace. Durante il sopralluogo congiunto, avvenuto in data 11.10.2023, è stato stabilito di redigere da parte dei progettisti una relazione in cui si evidenziassero le necessità di intervento con un consolidamento diffuso di pannelli in fune.
In data 10 gennaio 2024, la Soprintendenza di Caltanissetta emette il seguente parere, prot. n. 154:

In sostanza, a partire dalle motivazioni di carattere strutturale fornite dai progettisti, tutti ingegneri, la Soprintendenza ribalta la prescrizione contenuta nel precedente parere, reso in Conferenza dei Servizi del 10/03/2023, scrivendo che “… il progetto esecutivo non può non prevedereinterventi puntuali di chiodature profonde e consolidamento corticale con pannelli in fune…”. E ancora: “Ritenuto prioritariamente che ogni intervento inerente il ‘Castello di Mussomeli, ivi compresa la rocca ove esso sorge deve essere orientato a salvaguardare il pregio architettonico dell’immobile nella sua complessiva e originaria struttura. Considerate tuttavia le motivazioni con relative condizioni, rappresentate nella succitata nota n. 6637 del 15/11/2023 di codesto Ufficio, con la presente si prende atto di quanto in essa espresso, ritenuta prioritaria la messa in sicurezza della rocca. Ribadendo tuttavia che la suddetta rocca è parte integrante del bene monumentale denominato ‘Castello di Mussomeli’ si raccomanda di adottare tutte le misure idonee a mitigare l’impatto visivo dell’intervento in parola, da concordare in fase esecutiva con questa Soprintendenza”.
Le reti, va sottolineato, svolgono una funzione passiva, in quanto non impediscono il distacco del materiale, ma intervengono solo a contenimento del crollo. Quando invece è necessario impedire il distacco di un concio deteriorato (ad esempio in murature o elementi lapidei ammalorati), si deve ricorrere a interventi attivi, come:
- cuciture armate (ad esempio con barre o trefoli in acciaio inox o materiali compositi, a seconda del contesto);
- iniezioni di consolidamento, effettuate con malte compatibili oppure eventualmente perni o ancoraggi localizzati per migliorare la connessione tra conci.
- Interventi di chiodatura e tirantatura con barre Dywydag, già effettuati con successo con l’ausilio di rocciatori specializzati.
Ci chiediamo, inevitabilmente: come può il consolidamento corticale con pannelli in fune garantire il mantenimento del superbo, peculiare aspetto esteriore del bene vincolato, cioè il Castello di Mussomeli? Di fatto si consente di modificare fortemente l’immagine storicamente consolidata del Maniero più bello dell’Isola, quando esistono, e la stessa Soprintendenza li aveva indicati, metodi molto meno invasivi per assicurare il consolidamento del complesso Rupe-Castello.
Fermo restando la contestazione di illegittimità di un progetto di tale delicatezza affidato a soli ingegneri, nella relazione tecnica si legge: “Durante i secoli trascorsi e specialmente durante gli ultimi decenni sono caduti dei massi, più o meno voluminosi, che vanno depauperando la bellezza della rupe e che minacciano le strutture murarie del Castello che, con la sua maestosità è monumento da salvaguardare”. Pertanto, non possiamo non ribadire che il previsto progetto di consolidamento della rupe viola in modo rilevante la straordinaria immagine del Castello e della Rocca.
Per quanto sopra esposto, si chiede agli Enti in indirizzo l’immediata sospensione dei lavori, l’integrazione, nel gruppo dei progettisti, di almeno un architetto di provata esperienza nel campo del restauro dei Beni Monumentali, il ripristino del primo parere della Soprintendenza reso in Conferenza dei Servizi. Insomma: si chiede l’utilizzo di tecniche di consolidamento del Castello che impediscano, di fatto, lo stravolgimento dei valori estetici del complesso Rupe-Maniero.
Prof. Leandro Janni Vicepresidente regionale di ITALIA NOSTRA SICILIA
Arch. Giovanni Crisostomo Nucera Progettista e direttore dei lavori di consolidamento
Ing. Giuseppe Gaeta Calcolista e progettista degli interventi strutturali dei lavori di consolidamento
Arch. Alessandro Salvatore Ferrara già Soprintendente di Ragusa e Dirigente BB.CC.AA. Soprintendenza di Caltanissetta”

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