“Ove necessario – si legge ancora nel testo – è contemplato un turno di ballottaggio tra le liste o coalizioni più votate, al fine di consentire agli elettori di esprimere una scelta chiara e definitiva in ordine alla formazione della maggioranza parlamentare nella singola Camera”
La riforma della legge elettorale «si colloca lungo una linea chiara: il superamento della componente uninominale e la ricomposizione del sistema attorno a un modello proporzionale rinnovato che si inserisce appieno nella tradizione costituzionale italiana e nella storia repubblicana dei sistemi elettorali proporzionali, adattandone gli strumenti alle esigenze emerse nella prassi applicativa».
Proporzionale e premio di maggioranza: contemplato il ballottaggio
E’ quanto si legge nel testo della riforma della legge elettorale del centrodestra. «In questo modello la proporzionalità resta la regola di attribuzione dei seggi, ma è integrata da un correttivo di governabilità numericamente predeterminato e attivabile solo al ricorrere di condizioni esplicite di consenso. La disciplina prevede – si legge nel testo – che il premio operi sempre nei casi stabiliti dalla legge, secondo parametri oggettivi e predeterminati, assicurando certezza del risultato e prevedibilità degli effetti. Ove necessario, è contemplato un turno di ballottaggio tra le liste o coalizioni più votate, al fine di consentire agli elettori di esprimere una scelta chiara e definitiva in ordine alla formazione della maggioranza parlamentare nella singola Camera».
“Il sistema che ne deriva – si spiega – realizza un equilibrio tra due esigenze fondamentali: da un lato, la rappresentazione proporzionale del pluralismo politico; dall’altro, la possibilità di assicurare una maggioranza definita, legittimata da un consenso verificabile».
Il premio scatta se si raggiunge il 40% dei voti
La proposta di modifica del sistema elettorale delle Camere si fonda, si sottolinea ancora, nell’eliminazione della componente uninominale del sistema vigente e dei collegi uninominali, «fatti salvi i casi particolari previsti dall’articolato per la Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige», nell’attribuzione dei seggi con metodo proporzionale, su base nazionale per la Camera dei deputati e su base regionale per il Senato della Repubblica, «in coerenza con i principi costituzionali di rappresentatività delle assemblee elettive». E nell’introduzione di un premio di governabilità numericamente predeterminato, «pari a settanta seggi per la Camera dei deputati e trentacinque per il Senato della Repubblica, attribuito alla lista o coalizione che abbia conseguito la maggiore cifra elettorale e almeno il quaranta per cento dei voti validi nell’Assemblea di riferimento».
Fonte lagazzettadelsud.it
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