Se la notizia arriva mentre i cittadini dormono, la prevenzione perde la sua efficacia e resta solo il disagio.
Fin dalle prime luci di questa mattina, la nostra redazione è stata letteralmente tempestata da messaggi e segnalazioni di cittadini, studenti e lavoratori esasperati. Il leitmotiv in sintesi è stao lo stesso: “Perchè lo dite solo ora?”. Una reazione condivisibile e comprensibile, ma basata su un fraintendimento: come se la responsabilità di un avviso così tardivo fosse dipesa solo da noi.
Dell’allerta arancione ne avevamo dato notizia alle ore 17:19 del 09/10/2026 e come noi siamo certi lo abbiano saputo pure a Palazzo, ma la mail ufficiale contenente l’ordinanza sindacale è pervenuta alla nostra casella di posta alle 00:47 del 10 Ottobre.
Nonostante anche i giornalisti la notte dormano, e di questo ci scusiamo, la macchina dell’informazione si è attivata nel minor tempo possibile, consentendoci di pubblicare e diffondere la notizia già alle 05:32 di questa mattina, mentre un altro giornale online l’ha pubblicata intorno all’una di notte.
Tuttavia, pubblicare ed inviare un provvedimento sindacale a notte fonda per annunciare, poche ore dopo, la chiusura delle scuole, l’annullamento del mercatino settimanale e lo stop a tutte le manifestazioni all’aperto per allerta meteo, rende l’ordinanza nei fatti quasi del tutto inutile per la cittadinanza.
Un disagio che colpisce le fasce più fragili e i pendolari
A quell’ora della notte, la stragrande maggioranza della popolazione riposa. Pretendere o presumere che studenti, professori e lavoratori leggano un’ordinanza mentre dormono, a così poche ore dall’inizio delle attività mattutine, è del tutto irrealistico.
- Scuole: Diversi docenti e studenti sono pendolari, e spesso si mettono in viaggio alle prime luci dell’alba per raggiungere le aule in orario. Per loro, scoprire la chiusura degli istituti quando si è già per strada o alle fermate dei pullman rappresenta non solo un enorme disservizio, ma un paradosso: l’ordinanza, nata per evitare spostamenti pericolosi, finisce per provocarne di del tutto inutili.
- Il Mercatino Settimanale: Situazione ancora più critica per gli operatori commerciali ambulanti. Molti di loro svegliano la famiglia a notte fonda, caricano i furgoni, affrontano percorsi stradali spesso resi insidiosi dal maltempo e giungono sul posto prima dell’alba per montare le bancarelle. In quelle ore gli ambulanti hanno ben altro a cui pensare piuttosto che consultare l’albo pretorio o i giornali online alla ricerca di aggiornamenti dell’ultimo minuto.
Tensione e traffico impazzito tra i banchi e il dibattito sui social
Il ritardo nella comunicazione ha generato una situazione incandescente proprio nell’area del mercatino settimanale. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, alcuni ambulanti, solamente alcuni del settore alimentare, hanno comunque iniziato a montare le proprie strutture (sia nell’area abituale sia in via Turati), protestando vivacemente per essere stati avvisati quando erano ormai già sul posto e chiedendo di poter lavorare.
Sui social network si è subito scatenato un acceso confronto tra le diverse anime della città:
- I sostenitori del rispetto delle regole: “Non possono ‘decidere loro’ perché c’è un’ordinanza. Siamo in un paese civile e rispettoso delle regole, no anarchico. Dispiace sempre per chi cerca di portare qualche soldo a casa, ma il maltempo non è certo colpa del sindaco, dell’assessore o del comandante dei vigili urbani.”
- Chi contesta i tempi e il paradosso del meteo favorevole: “Voglio capire se l’ordinanza la Protezione Civile l’ha fatta ieri mattina o ieri notte… lasciare queste persone senza un guadagno mentre c’è il sole e non piove fa riflettere. Con le ordinanze si potrebbe anche valutare di interromperle se le condizioni meteo cambiano e non ci sono più rischi.”
- La richiesta di flessibilità e ridimensionamento: “L’ordinanza è stata fatta ieri notte, diamo il tempo a queste persone di saperlo e organizzarsi: sono soldi che devono guadagnare. In ogni caso adesso non c’è più pericolo e l’ordinanza si poteva revocare.”
“Le ordinanze di emergenza nascono per ridurre i rischi sul territorio, ma se arrivano troppo tardi rischiano di creare ulteriore caos anziché prevenirlo.”
L’esempio degli altri comuni: la programmazione è sicurezza
Mentre la nostra città si è svegliata nel caos informativo, altri Comuni del territorio hanno dimostrato un approccio decisamente più previdente. Optando per la pubblicazione dell’ordinanza nel tardo pomeriggio o nella prima serata del giorno precedente, hanno consentito a famiglie, scuole e lavoratori di organizzarsi per tempo.
Una gestione tempestiva permette di:
- Pianificare la giornata per le famiglie con figli piccoli.
- Evitare viaggi a vuoto a centinaia di pendolari ed esercenti.
- Garantire la reale efficacia del provvedimento, mantenendo la popolazione al sicuro a casa anziché sulle strade al mattino presto.
Comunicare l’emergenza non significa solo “firmare un atto”, ma fare in modo che la notizia raggiunga davvero i cittadini per tempo. La speranza è che in futuro le istituzioni facciano tesoro di questa esperienza per gestire il fattore tempo con la dovuta responsabilità e il rispetto nei confronti della comunità e di chi lavora per informarla. Ad Maiora
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