Il piccolo Cristian è deceduto ad aprile scorso dopo un calvario di cinque mesi
Fabrizio De Rita, il chirurgo che ha operato il piccolo Cristian Trapani, morto ad aprile scorso dopo un calvario di cinque mesi, è stato radiato dalla sanità britannica per “sexual harrassment” nei confronti di una collega del Freeman hospital di Newcaste.
L’ospedale civico di Palermo lo aveva reclutato per riaprire la cardiologia pediatrica. All’epoca era già sotto processo. La “sentenza” è arrivata poco tempo dopo la sua nomina. L’incarico gli è stato poi revocato a febbraio scorso dal Tar.
Che ha giudicato illegittima la commissione d’esame composta, tra gli altri, da un medico del colosso del San Donato di Milano. Ma nonostante la bocciatura dei giudici amministrativi, De Rita è rimasto in servizio al Civico con un contratto libero professionale.
Sulla morte di Cristian c’è ancora molto da chiarire, scrive oggi l’edizione palermitana di Repubblica.
Per esempio perché a operare per tre volte il bambino di 7 anni, cardiopatico dalla nascita, non sono stati i cardiochirurghi del San Donato, ma l’équipe interna al Civico guidata da De Rita.
Secondo l’accusa del Regno Unito per otto mesi De Rita ha molestato sessualmente una collega. A febbraio 2024 su ricorso del secondo classificato il Tar ha annullato la selezione.
Perché la commissione non era stata formata secondo i criteri del concorso pubblico. I componenti non erano stati sorteggiati e, per di più, erano professionisti di strutture private, fra cui il San Donato. Il Civico ha fatto ricorso, ma anche il Cga gli ha dato torto.
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