L’intervento del responsabile giovani dell’associazione “Rosario Assunto”: «Il valore dello spazio urbano non può essere giudicato immediatamente»
A soli dieci giorni dall’inaugurazione e dall’apertura del parco comunale “Rosario Assunto”, avvenuta il scorso 21 maggio nella località “Balate”, si è acceso un vivo dibattito in città.
Soprattutto sui social network sono esplose numerose polemiche da parte dei residenti, le cui aspettative iniziali erano diverse: molti cittadini immaginavano infatti di trovare un parco rigoglioso, caratterizzato da alberi secolari, ampi cespugli e una fitta vegetazione.
Al contrario, come già segnalato dalla stampa, l’area ospita attualmente solo alcuni alberi adulti di ulivo, mentre gli altri alberi e arbusti presenti sono di recente piantumazione e necessitano di tempo per crescere e svilupparsi. Oltre alla carenza di ombra, i cittadini hanno sollevato diverse altre criticità chiedendone la risoluzione.
Sul tema è intervenuto direttamente Marco D’Amico, responsabile giovani dell’associazione “Rosario Assunto”, attraverso una lettera aperta.
D’Amico ha assunto una posizione di ascolto e apertura: “Le criticità emerse dopo l’apertura del parco non possono essere ignorate”, ha esordito, sottolineando l’importanza di accogliere le osservazioni costruttive della cittadinanza, in particolare quelle relative alla vivibilità degli spazi, alla necessità di incrementare le aree d’ombra e alla cura del verde. Secondo l’esponente dell’associazione, queste segnalazioni rappresentano «elementi concreti su cui intervenire per migliorare ulteriormente il progetto”.
Allo stesso tempo, però, D’Amico invita a evitare letture esclusivamente negative e a riconoscere il valore degli investimenti pubblici sul territorio:
“Il valore di uno spazio urbano non può essere giudicato soltanto nei giorni immediatamente successivi all’inaugurazione o attraverso le polemiche sui social network. Un luogo pubblico acquisisce la propria vera identità e funzione attraverso il tempo, il modo in cui viene vissuto dai cittadini e la sua capacità di integrarsi nella quotidianità della comunità”.
Nel suo intervento viene inoltre evidenziato come la restituzione di uno spazio pubblico alla collettività rappresenti comunque un traguardo significativo per un’area che per anni ha sofferto lo stato di abbandono, il degrado e la carenza di zone verdi.
Il dibattito si inserisce nel più ampio contesto della “questione Dubini”, uno dei grandi polmoni verdi situato poco fuori dal centro abitato, attualmente chiuso al pubblico in quanto l’azienda sanitaria deve realizzare all’interno della struttura una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza).
In attesa dei finanziamenti e dell’avvio dei cantieri, quell’area non è più fruibile dai cittadini nisseni, privati così di uno spazio storicamente utilizzato per il jogging e il tempo libero.
D’Amico ribadisce che chi sostiene e promuove un intervento pubblico ha il dovere di ascoltare con attenzione le segnalazioni dei cittadini, considerandole “un’opportunità per apportare miglioramenti concreti”. Da qui il lancio di un appello per un dibattito pubblico più maturo, sereno e lontano dalle logiche della contrapposizione politica: “Ogni tema non può trasformarsi in uno scontro tra tifoserie. È possibile sostenere un progetto pubblico e, allo stesso tempo, riconoscerne criticità e margini di crescita. Questa è la vera differenza tra la propaganda e il senso delle istituzioni”.
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