Nella giornata di ieri, 6 marzo, la Casa Circondariale di Caltanissetta ha ospitato un importante momento di formazione e confronto civile. Due quinte classi dell’ITET “Rapisardi – Da Vinci” hanno varcato le soglie dell’istituto per incontrare i detenuti studenti dei corsi di Ragioneria e Servizi Commerciali, in occasione della presentazione del libro “Ti bacio quando torno – Storia di Santina”.
Il volume, scritto da Salvatore Lombardo e Cataldo Lo Iacono, ricostruisce in una nuova edizione ampliata e documentata il drammatico femminicidio di Santina Cannella avvenuto a Caltanissetta nel 1954.
L’incontro ha permesso di trasformare una ricerca storica in una riflessione collettiva sui temi del rispetto, della libertà nelle relazioni e della prevenzione della violenza di genere.
La riuscita dell’evento è stata possibile grazie a un coordinamento corale che ha visto coinvolte diverse professionalità del territorio.
L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Direttrice, Dott.ssa Giulia Gelsomino, e dal Comandante di Reparto, Dott. Marcello Matrascia. Il coordinamento tecnico è stato curato dal Responsabile dell’Area Trattamentale, Dott. Stefano Graffagnino, unitamente ai funzionari della professionalita’ giuridico-pedagogica Sonia Lucia Sollami, Ivana Temporale, Ivana La Rocca e Michele Alessandro Falsone.
Un ringraziamento particolare va all’assistente amministrativo Luigi Lopiano e agli assistenti di Polizia Penitenziaria Giuseppe Cassisi, Massimiliano Di Forti e Davide Castronovo, il cui lavoro ha garantito lo svolgimento dell’incontro in un clima di grande partecipazione e serenità.
Per il mondo della Scuola erano presenti, la Dirigente Scolastica dell’ITET, Prof.ssa Santina Iacuzzo, che ha promosso l’iniziativa coordinata dalle docenti Valentina G. Amico e Maria Assunta La Marca, con il supporto dei professori Castellano, Deidda, La Mattina, Maggio, Randisi, Seminatore e Spena.
Attraverso il dialogo tra gli autori e gli studenti “di fuori” e “di dentro”, la scuola di Caltanissetta ha confermato il suo ruolo di istituzione aperta, capace di “abbattere le mura” per educare alla legalità e al rispetto.
La storia di Santina, riportata alla luce da Lombardo e Lo Iacono con documenti inediti, ha offerto spunti profondi per scardinare la cultura del possesso e promuovere una nuova consapevolezza tra le giovani generazioni.
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